Milano: la comunità di S. Egidio apre le porte della “Casa dell’Amicizia” ai profughi

Milano – In un momento in cui occorre “riaffermare il valore dell’accoglienza, per costruire un’Italia e un’Europa non dei muri ma dei ponti” la Comunità di Sant’Egidio, a Milano, “apre le porte” della “Casa dell’Amicizia” di via Olivetani, ribadendo anche quest’anno l’impegno a favore dei profughi.

Per tutta l’estate, ogni notte 12 persone – uomini, donne, minori – troveranno riparo negli spazi dove durante l’anno si svolge la “Scuola di Lingua e Cultura Italiana” e la “Caffetteria dell’Amicizia” per tanti senza dimora della città. Ai profughi sono offerti pasti caldi, servizi igienici, un letto per dormire, la possibilità di cure sanitarie, orientamento legale e lezioni iniziali di italiano. Soprattutto l’accoglienza è caratterizzata da un clima di amicizia e ospitalità familiare.

L’accoglienza presso la Casa dell’Amicizia va – spiega una nota – nella direzione indicata nell’invito, diffuso oggi  dalla Conferenza episcopale italiana, a “non assuefarci” alle morti in mare, “coinvolgendoci in un’accoglienza diffusa e capace di autentica fraternità”. Come si afferma nella nota, “rispetto a quanto accade non intendiamo né volgere lo sguardo altrove, né far nostre parole sprezzanti e atteggiamenti aggressivi. Non possiamo lasciare che inquietudini e paure condizionino le nostre scelte, determinino le nostre risposte, alimentino un clima di diffidenza e disprezzo, di rabbia e rifiuto. Ci sentiamo responsabili di questo esercito di poveri, vittime di guerre e fame, di deserti e torture. È la storia sofferta di uomini e donne e bambini che – mentre impedisce di chiudere frontiere e alzare barriere – ci chiede di osare la solidarietà, la giustizia e la pace”. 

Con l’apertura della Casa dell’Amicizia, la Comunità di Sant’Egidio vuole contribuire a costruire “una cultura inclusiva, capace di proteggere, promuovere e integrare”.