Roma – L’errore di percezione commesso dagli italiani sulla presenza di stranieri in Italia è quello più alto tra tutti i paesi dell’Unione Europea (+17,4 punti percentuali) e si manterrebbe ugualmente elevato anche se considerassimo la percentuale di tutti gli immigrati presenti in Italia – che, secondo i dati delle Nazioni Unite, corrispondono attualmente al 10% della popolazione (cresciuti di oltre 6 punti percentuali rispetto al 2007). Lo afferma oggiun report dell’Istituto Cattaneo di Bologna su “Immigrazione in Italia: tra realtà e percezione”. Gli altri paesi che mostrano un “errore percettivo” di poco inferiore a quello italiano sono il Portogallo (+14,6 punti percentuali), la Spagna (+14,4 p.p.) e il Regno Unito (+12,8 p.p.). Al contrario, la differenza tra la percentuale di immigrati “reali” e “percepiti” è minima nei paesi nordici (Svezia +0,3; Danimarca +2,2; Finlandia +2,6) e in alcuni paesi dell’Europa centro-orientale (Estonia -1,1; Croazia +0,1).
L’istituto bolognese sottolinea che i dati a disposizione dell’opinione pubblica sono spesso “frammentari” e talvolta presentati in maniera “partigiana”, “stiracchiandoli da una parte o dall’altra in base agli interessi dei partiti. Il che contribuisce – si legge nel report – spesso a proiettare un’immagine distorta della realtà del fenomeno migratorio in Italia, dove le percezioni contano più dei dati concreti”. Ma quanto pesa questa possibile distorsione nel caso italiano, soprattutto se confrontata con gli altri paesi dell’Unione Europea? Da qui la ricerca che ha analizzato i dati forniti dall’Eurobarometro in merito alla presenza di immigrati stimati dai cittadini in ciascuno degli Stati-membri dell’UE. In particolare, la domanda che è stata rivolta agli intervistati era la seguente: “Per quanto ne sa Lei, qual è la percentuale di immigrati rispetto alla popolazione complessiva in Italia?”.



