Card. Bassetti: “non si è agito per fini politici” ma “ci ha spinti la carità evangelica, l’abbraccio di Cristo a ogni povero della storia”

Roma – “Mi stanno chiamando molti vescovi della Penisola. Mi manifestano la loro disponibilità ad aprire le porte delle diocesi a cinque, dieci, venti o trenta migranti della Diciotti.  È una mobilitazione che mi commuove. E dimostra l’attenzione non solo dei pastori ma anche di molta nostra gente che frequenta ogni giorno le parrocchie verso gli ultimi, i dimenticati”. Il card. Gualtiero Bassetti, questa mattina, una intervista al quotidiano “Avvenire” parla della vicenda delle neve “Diciotti” e della disponibilità della Chiesa italiana ad accogliere i migranti a bordo. “È stata – ha spiegato il porporato –  una scelta compiuta di comune accordo. Se è vero, come è vero, che un fiume ha bisogno di due sponde, è accaduto che due volontà si siano incrociate. Era necessario trovare una via d’uscita a una crisi umanitaria che poteva avere conseguenze tragiche. Il ministero dell’Interno ha accettato la nostra proposta. Individuare un modo efficace, intelligente, sensato a questo dramma era essenziale. La vita va salvaguardata e protetta sempre. Da qui è maturata l’intesa. È innegabile che anche il governo si fosse chiuso come in una sorta di vicolo cieco e che aveva la necessità di sbloccare l’impasse. Due esigenze, senza dubbio fondate su basi diverse, si sono incontrate nel nome dell’uomo, in particolare dell’uomo e della donna fragili e indifesi”. Il card. Bassetti evidenzia che non si è agito per “fini politici” ma che a spingere ogni “nostra decisione è stata la carità evangelica, è stato l’abbraccio di Cristo a ogni povero della storia. Ecco perché mi sento di dire già da adesso che, se si ripresentassero situazioni di urgenza, la Chiesa italiana non esiterebbe a compiere scelte identiche. E la storia delle comunità ecclesiali che sono in Italia dimostra come le diocesi, le parrocchie, l’intero popolo di Dio è in grado di far fronte anche alle difficoltà dello Stato”.

I migranti, ora ospitati a Messina, partiranno stasera per Roma: “ci è stata manifestata l’esigenza – ha spiegato al quotidiano il porporato –  che i cento migranti siano assistiti inizialmente tutti assieme, anche perché versano in condizioni critiche. C’è bisogno di cure mediche, di aiuto psicologico. Tutto ciò può essere garantito solo ricorrendo a un unico centro. Quindi ci sarà l’affidamento, se così può essere definito, alle Chiese locali attraverso la Caritas nazionale tenendo conto della generosa disponibilità che hanno espresso”. L’Europa – ha poi spiegato rispondendo alle domande di Giacomo Gambassi – “non può guardare solo a questioni economiche e finanziare o ridurre tutto, anche il dramma dei profughi, a una faccenda di risorse. Deve agire in maniera solidale. Certo, non basta. L’emergenza migratoria va affrontata a livello di Mediterraneo. Occorre unire le sponde del grande mare”. Da qui la proposta in Italia un “Incontro di riflessione e spiritualità per la pace nel Mediterraneo” che sarà nell’autunno 2019, ispirato alle intuizioni del sindaco “santo” di Firenze, Giorgio La Pira, e “memori che il nostro Paese, per la sua storia e la sua collocazione geografica in Europa e nel Mediterraneo, ha una particolare vocazione e una sua responsabilità”. (R.Iaria)