Ciampino – E’ possibile allargare lo sguardo ed imparare ad essere Chiesa a partire dal sostegno economico, cioè dalla firma 8xmille e dalle Offerte per il sostentamento dei sacerdoti? E, oltre i bilanci rendicontati, formare sacerdoti che invitino alla corresponsabilità economica, e fedeli, che donando magari poco e in tanti, siano più uniti a parroci e missionari? Anche quest’anno il Campus “ComuniDare” del Servizio CEI per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica, in corso da ieri fino a venerdì prossimo al “Carmelo” di Ciampino (Roma), forma a questi temi oltre cento seminaristi, accompagnati dal vicepresidente della Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici) don Enzo Gabrieli, con docenti d’eccezione. “Siamo qui per imparare la libertà di cuore e la responsabilità di fronte ai beni che il Signore ci affida – ha indicato in apertura Mons. Donato Negro, presidente del Comitato promozione sostegno economico della CEI e arcivescovo di Otranto –. Trasparenza, sobrietà, condivisione ci parlano della Chiesa più autentica, quella del servizio e dei poveri”.
Quando nella gestione viene tradito il patto di fiducia, “lo scandalo impoverisce tutti nell’identità ecclesiale, in ciò che siamo – ha scandito don Ivan Maffeis, sottosegretario CEI e direttore dell’Ufficio nazionale comunicazioni sociali –. Le fake news, notizie a metà che insinuano facendo leva sulle emozioni, pur se smentite, restano a lungo sui social. È la logica del serpente, ha indicato papa Francesco, che ruba alle persone la libertà del cuore”. Nella tavola rotonda con i direttori CEI, l’economo Mauro Salvatore ha spiegato: “La fede illumina tutto, anche i bilanci. E oggi è ancora più stringente la trasparenza nell’erogazione dei fondi 8xmille”. “La Chiesa non è libera di utilizzare i suoi beni senza risponderne – ha ribadito il sottosegretario CEI Mons. Giuseppe Baturi, direttore dell’Ufficio nazionale per i problemi giuridici –. Dalla Presbyterorum ordinis al nuovo Codice di diritto canonico l’enfasi è sull’uso dei beni strettamente necessari all’evangelizzazione. Il resto è illegittimo”.
“Anche per i restauri delle chiese – ha detto don Valerio Pennasso, direttore dell’Ufficio nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto – dobbiamo passare dalla logica delle spese al valore evangelico dei nostri beni”. I crescenti fondi 8xmille per la carità rispondono all’impoverimento delle famiglie, “ma è importante agire non solo in Italia, perché la nostra cattolicità ci impone di allargare lo sguardo a tutti i fratelli” ha aggiunto don Leonardo Di Mauro, responsabile del Servizio CEI per gli interventi caritativi a favore del Terzo Mondo. A 30 anni dalla lettera dei vescovi “Sovvenire alle necessità della Chiesa”, la strada è ancora lunga: “oltre il 45% degli italiani, in una ricerca 2016 Gfk Eurisko, pensa che a remunerare i sacerdoti provveda il Vaticano, anziché 8xmille e Offerte” ha ricordato lo statistico Paolo Cortellessa. “Ora l’impegno è rendicontare in modo parlante, non solo tecnico, i bilanci – ha concluso il responsabile del Servizio promozione CEI, Matteo Calabresi –. La trasparenza fa crescere generosità e fiducia. In gioco c’è la vita della Chiesa che vogliamo, ognuno deve sentirsene parte”. (Laura Delsere)



