Roma – Sono stati unificati in un solo testo i due decreti legge Immigrazione e Sicurezza approvati oggi dal Consiglio dei Ministri. Un test di 42 articoli. “Non cacciamo nessuno dall’Italia dall’oggi al domani, ma rendiamo più efficace il sistema dei rimpatri. In un quadro di assoluta garanzia dei diritti delle persone e dei Trattati, andiamo a operare una revisione per una disciplina più efficace”, ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conteai giornalisti al termine della riunione del Cdm di fronte ai cronisti parlamentari evidenziando che nel decreto oltre alla parte sull’immigrazione, “ci sono norme contro la mafia e il terrorismo», compresa la revoca della cittadinanza a stranieri condannati in via definitiva per fatti di terrorismo internazionale e il potenziamento dell’Agenzia nazionale per i beni confiscati alle mafie.
Dall’articolo 1 all’articolo 16 si prevedono misure in materia di rilascio dei permessi di soggiorno, di protezione internazionale e di cittadinanza. Viene abrogato il permesso di soggiorno per motivi umanitari, sostituito da ‘permessi speciali’, con 6 fattispecie previste: vittime di grave sfruttamento, motivi di salute, violenza domestica, calamità nel paese d’origine, cure mediche, atti di particolare valore civile. Ancora, il decreto riserva esclusivamente ai titolari di protezione internazionale e ai minori non accompagnati i progetti di integrazione ed inclusione sociale previsti dal sistema Sprar. I richiedenti asilo troveranno invece accoglienza solo nei centri ad essi dedicati (i Cara). Si amplia la possibilità di negare o revocare la protezione internazionale per i reati di violenza sessuale, lesioni gravi rapina, violenza a pubblico ufficiale, mutilazioni sessuali, furto aggravato, traffico di droga. Ed è prevista la sospensione della domanda d’asilo in caso di pericolosità sociale o condanna in primo grado. C’e’ poi la revoca della cittadinanza italiana a carico dei condannati per reati di terrorismo.
La durata massima di permanenza nei Centri per il rimpatrio passa da 3 a sei mesi per facilitare l’espulsione degli irregolari. Il decreto prevede anche il “completamento, adeguamento e ristrutturazione” dei centri già presenti sul territorio e la “costruzione” di altri. Nel caso di sovraffollamento dei Cpr i migranti in attesa di identificazione possono essere trattenuti anche in “strutture diverse e idonee nella disponibilità dell’autorità di Pubblica Sicurezza”. Infine, per potenziare le attività di rimpatrio, il decreto stanzia 500mila euro per il 2018 e 1,5 milioni per il 2019 e 2020.
Per il ministro degli Interni, Matteo Salvini lo Sprar, Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, continuerà ad esistere per rifugiati e minori non accompagnati, cioè per “le fattispecie che meritano di essere accolte”. Finora usufruivano dello Sprar anche i richiedenti asilo. Nel decreto è prevista per i richiedenti asilo “la sospensione della domanda in caso di pericolosità sociale con invio a cpr o in caso di condanna a primo grado”.



