Roma – “I baltici sono popoli aperti che hanno voglia di integrare i migranti, ma non massicciamente perché non si può, integrarli con la prudenza del governo”. Lo ha detto Papa Francesco ieri sera colloquiando con i giornalisti sul volo che lo riportava a Roma dopo un viaggio – dal 22 settembre a ieri – nelle Repubbliche baltiche, Lituania, Lettonia ed Estonia. “Abbiamo parlato con due dei tre capi di Stato su questo e l’argomento l’hanno messo loro, non io. Nei discorsi dei presidenti – ha spiegato il pontefice rispondendo ad una domanda specifica – lei vedrà che la parola accoglienza, apertura è frequente… questo indica una voglia di universalità nella misura che si può avere… nella misura che si integrino, questo è molto importante, e nella misura che non sia una minaccia contro la propria identità… La stessa crudeltà oggi si trova in tanti posti di detenzione, oggi si trova in tante carceri. Anche la sovrappopolazione di un carcere è un modo di tortura. Un carcere che è sistemato senza dare al detenuto l’uscita della speranza già è una tortura”.



