Papa Francesco: aprire “sempre e ovunque strade di comunione”

Bologna –  Si è aperto ieri sera a Bologna l’incontro mondiale di preghiera per la pace promosso dalla Comunità di Sant’Egidio e dalla diocesi di Bologna. Un incontro, che si concluderà domani, che vede presenti 300 diversi esponenti di religioni e confessioni differenti riuntiti per riflettere e lanciare “Ponti di Pace” come recita il titolo del l’edizione 2018 del meeting promosso dalla comunità romana nello “Spirito di Assisi” voluto da Papa Giovanni Poalo II nel 1986. Quell’anno il pontefice, infatti, chiamò nella città del Poverello i capi religiosi di tutto il mondo. “Non possiamo rassegnarci al demone della guerra, alla follia del terrorismo, alla forza ingannevole delle armi che divorano la vita”, ha scritto ieri papa Francesco ai partecipanti all’iniziativa di Bologna sottolineando che non possiamo lasciare che “l’indifferenza si impadronisca degli uomini, rendendoli complici del male, di quel male terribile che è la guerra, la cui crudeltà è pagata soprattutto dai più poveri e dai più deboli”.

“Ponti di pace” è – spiega il pontefice – un invito a “creare connessioni che portino a incontri reali, legami che uniscano, percorsi che aiutino a superare conflitti e asprezze. Nel mondo globalizzato, dove purtroppo sembra sempre più facile scavare distanze e rintanarsi nei propri interessi – aggiunge –  siamo chiamati a impegnarci insieme per congiungere fra loro le persone e i popoli”. E’ urgente, per papa Francesco, “elaborare assieme memorie di comunione che risanino le ferite della storia”.  E’ urgente “tessere trame di pacifica convivenza per l’avvenire”: “non possiamo – scrive – sottrarci alla nostra responsabilità di credenti, chiamati, a maggior ragione nell’odierno villaggio globale, ad avere a cuore il bene di tutti e a non accontentarsi del proprio stare in pace. Le religioni, se non perseguono vie di pace, smentiscono sé stesse. Esse non possono che costruire ponti, in nome di Colui che non si stanca di congiungere il Cielo e la terra”.

Per Francesco le differenze non devono “metterci gli uni contro gli altri: il cuore di chi veramente crede esorta ad aprire, sempre e ovunque, vie di comunione”.

“La passione per la pace – conclude il Papa dopo ver ricordato il Sinodo dei Vescovi sui giovani in corsi in questi giorni in Vaticano –  – rende tutti più giovani dove realmente conta: nel cuore. Oggi, stringendovi gli uni accanto agli altri, uomini e donne di credo e generazioni diversi, mostrate che, con l’aiuto di Dio, costruire insieme la pace è possibile. È la strada da percorrere”. (Raffaele Iaria)