Catania – “Lievito di Speranza”: è il nome del progetto presentato nei giorni scorsi a Catania per l’inclusione sociale e lavorativa di minori stranieri non accompagnati ospiti dell’Istituto San Giuseppe (via Monreale 15) della Congregazione Suore Serve della Divina Provvidenza. Tra loro anche giovani mamme e minori provenienti da altre comunità di accoglienza che operano nel territorio. Realizzato con i fondi della Conferenza episcopale italiana nell’ambito della campagna «Liberi di partire, liberi di restare» con lettera di presentazione del progetto firmata a nome della diocesi dall’arcivescovo di Catania, mons. Salvatore Gristina.
Per 18 mesi, 20 giovani migranti parteciperanno ad un corso base di panificazione e derivati da forno ed ad un corso dedicato al miglioramento e al potenziamento della lingua e della cultura italiana. I corsi, tenuti da professionisti e tutor del settore, vedranno i ragazzi dividersi tra ore in laboratorio e aula, al termine dei quali è previsto anche un tirocinio formativo. L’intento è quello di renderli autonomi fino all’avvio di un punto vendita per i prodotti da forno realizzati direttamente nel laboratorio della comunità, con una Cooperativa di nuova costituzione, formata e gestita dalle donne e dai giovani in condizioni di disagio coinvolti nell’iniziativa.
Il progetto si inserisce all’interno del contesto dell’istituto San Giuseppe, congregazione religiosa fondata nel 1921 a Catania da Maria Marletta, madre fondatrice dell’ordine religioso, che diede ospitalità a giovani donne che vivevano in grave pericolo morale e sociale ed alle quali offrì una casa e con laboratori di vario genere le educò all’impegno lavorativo per auto sostenersi e riacquistare fiducia e dignità.
Ad oggi la mission della congregazione è rimasta immutata portando avanti i seguenti servizi: due comunità alloggio femminile – maschile per minori; una casa di accoglienza per donne in difficoltà (con o senza figli); una comunità per minori stranieri non accompagnati; un centro socio-educativo per minori; scuola paritaria dell’infanzia e cinque laboratori di preavviamento al lavoro (ceramica, cucito, falegnameria, pasticceria, pasta fresca).
“La Casa di Agata” è una comunità residenziale H24 per ragazze straniere che l’Istituto San Giuseppe negli ultimi anni ha portato avanti con semplicità e segretezza lavorando in rete con le associazioni di volontariato del territorio. Sono state tante le giovani donne straniere, soprattutto nigeriane, che hanno avuto l’opportunità di un sano riscatto e un dignitoso inserimento nel mondo del lavoro. (Filippo Cannizzo)



