Ostia – Con una celebrazione eucaristica nel ParcoLido di Ostia, dove vivono una ventina di famiglia di esercenti del Luna park, si è concluso oggi l’incontro nazionale degli operatori dello Spettacolo Viaggiante promosso dalla Fondazione Migrantes sul tema “Testimoni del Vangelo di Gesù tra fieranti e circensi: l’accoglienza e l’ascolto della gente del viaggio”. A tirare le conclusioni don Mirko Dalla Torre della Consulta pastorale dell’organismo della Cei.
“Sono diciotto anni che sono prete e diciotto anni che seguo la ‘gente del viaggio’”, ha detto il sacerdote a VaticanNews: “i vescovi della mia diocesi, Vittorio Veneto, hanno sempre voluto che si continuasse questa tradizione pastorale di seguire la gente che viaggia di piazza in piazza”.
“Fieranti e circensi – ha spiegato – come cristiani chiedono accoglienza alle nostre comunità”. Quando piantano il loro circo e la loro giostra, con la loro carovana, girando di piazza in piazza, una settimana in un paese e quella dopo in un altro, ci ricordano la provvisorietà della nostra vita. Tutto ciò è uno spunto di riflessione per noi che siamo stanziali e pensiamo di avere tante sicurezze. Ci ricorda che l’unica sicurezza che abbiamo, in realtà è la speranza nella Provvidenza di Dio, così come loro che si affidano a Dio, augurandosi di poter lavorare nel paese dove sostano”.
Si tratta – ha detto ancora il sacerdote, incaricato nella sua diocesi di seguire questo settore – di “una porzione del Popolo di Dio che non ha parrocchia. Le parrocchie che frequentano sono quelle di noi stanziali che visitano quando si fermano, il loro vescovo è quello della diocesi in cui si fermano. È per questo che c’è bisogno di un’attenzione particolare della Chiesa nei loro confronti. Ogni diocesi dovrebbe avere un referente per questa pastorale o perlomeno ogni Conferenza episcopale locale, perché seguirli da vicino è impossibile, tante volte”. “Tra le roulotte, i camion e i tendoni si vive una fede itinerante, genuina, una fede trasmessa dai genitori, trasmessa in famiglia”, spiega ancora don Mirko Dalla Torre: “una fede semplice, ma con i caratteri della genuinità e dell’autenticità. Io ho lavorato bene sia con gruppi di adulti che di ragazzi, per esempio nella preparazione dei sacramenti, o nei momenti di lutto famigliare. Sono i momenti in cui come Chiesa partecipiamo alla loro vita, siamo vicini a loro e siamo accolti, soprattutto quando siamo già conosciuti”.
“Una difficoltà pastorale dei fieranti e dei circensi è che nelle giornate di sabato e domenica sono costretti a lavorare. È pressoché impossibile che nel giorno del Signore partecipino alla vita della comunità”, racconta ancora il sacerdote evidenziando che per loro il mercoledì e il giovedì sono “giorni di sosta, in cui trovano più facilmente il tempo per celebrare i sacramenti, per esempio i matrimoni. Sono giorni in cui si può celebrare l’Eucarestia insieme, o vivere un momento di fede tra le carovane o sotto lo chapiteaux del Circo. È capitato anche a tanti miei colleghi che svolgono questa pastorale. Anche la domenica, terminato lo spettacolo serale – racconta – può capitare di ritrovarsi dietro le quinte, nei camerini degli artisti, per vivere insieme l’ascolto del Vangelo domenicale, con alcune riflessioni e momenti di preghiera, che sorgono anche spontaneamente da parte loro”.



