Roma – La Giornata Internazionale dei Migranti, voluta dalle Nazioni Unite, deve rappresentare una occasione di “riflessione e di ricordo” del lavoro dei migranti e delle loro famiglie. Lo ribadisce la Fondazione Migrantes in una nota nella quale si sottolinea il ruolo dei lavoratori stranieri soprattutto in alcuni settori al servizio delle persone e in difesa della loro dignità. Non bisogna inoltre dimenticare l’agricoltura e il Terzo settore. Spesso – dice il direttore generale don Giovanni De Robertis nell’ambito dello sfruttamento lavorativo “si nascondono piaghe che riguardano il contratto, la retribuzione, il diritto al riposo settimanale soprattutto nel comparto agricolo e dei servizi, insomma i diritti fondamentali dei lavoratori”. De Robertis ricorda anche che la Giornata, celebrata ieri, ricorre a pochi giorni dall’approvazione, dopo diversi mesi di trattative, del Global Migration Compact condiviso da 164 Paesi del Mondo. “Dispiace molto la mancata adesione del nostro Paese”, aggiunge evidenziando l’importanza di questo documento, in 23 punti, che aiuta a “evitare sofferenze” e a una maggiore “tutela dei minori migranti e in particolare dei minori stranieri non accompagnati”.
In Italia, secondo il Rapporto Immigrazione di Caritas Italiana e Fondazione Migrantes, la popolazione immigrata in età da lavoro è pari, nel 2017, a 4.100.826 persone, delle quali il 59,3% sono occupate e il 30,6% inattive. In particolare, gli occupati stranieri risultano 2.430.409, aumentati rispetto al primo semestre 2016 di circa l’1%. Di questi, 1.635.300 sono di nazionalità non-UE (67,3% degli occupati stranieri) e 795.100 lavoratori comunitari, il 32,7% degli occupati stranieri. (Raffaele Iaria)



