Vicenza – Domenica 6 Gennaio, Epifania del Signore, nella Chiesa Cattedrale di Vicenza, alle ore 10,30 il Vescovo, mons. Beniamino Pizziol, presiederà la S. Messa, animata con i canti, letture e preghiere nelle varie lingue dei migranti dei Centri Pastorali Migrantes della diocesi.
I membri delle comunità etniche cattoliche presenti nel territorio diocesano provengono dall’Africa anglofona (Ghana e Nigeria) e francofona (principalmente del Senegal, Costa d’Avorio,Burkina Faso, Camerun, Benin e Togo ), dalle Filippine, dallo Srilanka, dall’Ucraina, dalla Romania e dall’America Latina (principalmente Ecuador, Colombia, Perù, Messico, Argentina, Repubblica Dominicana, e altri Paesi). Dopo la Santa Messa seguirà un momento conviviale e lo scambio degli auguri nell’atrio del Palazzo delle Opere Sociali.
La Festa dei Popoli– spiega padre Michele De Salvia, direttore dell’Ufficio Migrantes diocesano – è “ormai una bella consuetudine della nostra diocesi e ci ricorda la visita al Bambino Gesù da parte dei Magi, che il racconto biblico e la tradizione vogliono appartenenti a etnie diverse, a simboleggiare il superamento di ogni barriera culturale nel segno del rispetto reciproco, della solidarietà e della realizzazione di un progetto comune. Con questo momento vogliamo trasmettere dunque il volto di una Chiesa sempre più aperta e pronta al dialogo, dove si incontrano culture diverse, si vincono pregiudizi e si accorciano distanze, contribuendo così alla pace e alla coesione sociale. E questo è il lavoro svolto di settimana in settimana dai centri pastorali per i migranti presenti in diocesi: un lavoro silenzioso, ma prezioso, che in questa occasione diventa visibile e motivo di festa. La Messa dell’Epifania vedrà la preghiera comune di tante famiglie appartenenti a popoli diversi”. La Migrantes, dice il vice direttore Luciano Carpo – auspica che in tutti i vicariati della diocesi si possa celebrare una festa dei popoli almeno una volta l’anno: “Italiani e migranti ‘nuovi italiani”’ insieme. Questa festa “può assumere tanti nomi diversi a seconda dei momenti in cui viene organizzata: festa dei popoli, festa interculturale, festa della mondialità… o quello che l’inventiva, soprattutto giovanile, saprà suggerire. Con momenti di riflessione e di preghiera, ma soprattutto di festa, incontro e scambio in cui si senta palpitare la speranza e la grinta per costruire insieme un futuro migliore”.



