Padova – Un richiamo alla pace e alla fraternità. E un invito ai cristiani a essere seme e fermento per una cultura nuova. È quanto sottolineato dal vescovo di Padova, Claudio Cipolla, in occasione della solennità dell’Epifania, che a Padova si sposa con la Festa delle genti, in una celebrazione a cui partecipano comunità cattoliche di varie lingue. Una festa che il presule ha vissuto nella comunità di Sant’Agostino di Albignasego, nella primissima periferia della città, dove in questi giorni si trova per la Visita pastorale. Una festa nella festa in una liturgia animata dal coro parrocchiale e dai cantori delle comunità filippina, africane anglofone e romena romano-cattolica; e le letture e le preghiere dei fedeli pronunciate in inglese, francese, ucraino, rumeno, malayalam, srilankese. «Il Signore – ha ricordato Cipolla – non si è stancato di invitare i suoi figli a costruire un mondo di fraternità, dove ci riconosciamo tutti fratelli e sorelle, dove tutti lavoriamo per creare giustizia, per riconoscere la dignità di ogni uomo che è sulla terra, per riconoscere che ogni uomo ha diritto a vivere, a lavorare, a coltivare i propri affetti, a essere considerato fratello, sorella da tutti gli altri, al punto che se qualcuno ha delle difficoltà in più, la nostra umanità, animata dal Vangelo, ci spinge non a escludere ma a farci carico di chi è maggiormente in difficoltà». Secondo il vescovo, «l’Eucaristia è una bella rivoluzione rispetto alle nostre paure, alle nostre logiche, ai nostri calcoli: è l’inizio di un mondo nuovo, basato sulla giustizia, sulla fraternità. Siamo invitati ad annunciare questo Vangelo». E a creare una cultura nuova, perché «siamo un piccolo seme che vuole costruire pace attorno a sé, in ogni occasione». Infine un augurio a «diventare costruttori di pace, di giustizia, di parole buone». (Sara Melchiorri)



