Roma – A più di un mese dall’operazione umanitaria condivisa con la Sea Watch e i 49 migranti tenuti in balia del maltempo e della politica europea prima di toccare terra a Malta, la Ong tedesca Sea Eye torna in mare. La missione umanitaria si appresta a navigare il Mediterraneo con una nave dal nome nuovo dedicato al piccolo Aylan. Il bimbo curdosiriano Alan Kurdi di tre anni il cui corpo senza vita fu trovato su una spiaggia turca nel settembre 2015.
La foto del piccolo fece il giro del mondo e scosse le coscienze di tutti. La nave della Ong tedesca è stata ribattezzata domenica nel corso di una cerimonia che si è svolta nel porto di Palma de Mallorca.
“Siamo felici che una nave di salvataggio porti il nome di nostro figlio. Mio figlio sulla spiaggia non dovrà mai essere dimenticato”, ha detto il padre Abdula Kurdi.
Nel naufragio morirono Alan, il fratello Galib e la madre Rehana. Alla cerimonia hanno preso parte rappresentanti delle Isole Baleari e della comunità musulmana, oltre al vescovo di Mallorca, Mons. Sebastián Taltavull Anglada.
Intanto, ieri, la Guardia Costiera turca ha soccorso nel mar Egeo 69 migranti afgani su un gommone in avaria. A bordo c’erano anche 36 bambini e 17 donne. Tutti sottoposti a controlli medici e poi trasferiti in un centro per migranti.



