Frascati – E’ stata una relazione affidata al sacerdote francese, di origine zingara, p. Claude Dumas, presidente del Ccit, il Comitè Catholique International pours les Tsiganes, a fare da filo conduttore, oggi, della prima giornata dell’incontro degli operatori Migrantes per la pastorale con i rom in corso fino ad domani, domenica 17 marzo, a Frascati (Roma). Trattando il tema “una visione pastorale per i Rom” p. Dumas ha detto che è il tempo di “testimoniare l’amore fraterno più con le azioni che con tanti discorsi, più nella vita quotidiana della Chiesa che in occasione di eventi straordinari”. Oggi “mi piace immaginare che questa Chiesa che siamo, sia, tramite noi e con noi, il luogo in cui ogni rom e sinto possa essere riconosciuto con le sue peculiari ricchezze; il luogo nel quale saremo alla pari con tutti gli altri cattolici, grazie alla medesima dignità conferitaci dallo stesso e unico battesimo”. “Non reclamiamo che ci venga assegnato un posto nella Chiesa: ne facciamo già parte! Si tratta invece di fare in modo che, Sinti/Rom e Gagè insieme, siamo resi capaci di trasmetterci a vicenda il Vangelo e di vivere davvero la cattolicità” Per questo – ha quindi aggiunto il sacerdote, è il di “metterci al lavoro per togliere di mezzo l’immaginario che tende a considerarci solo come poveri da aiutare e di portare invece gli altri membri della Chiesa a sentirsi anch’essi dei poveri, bisognosi di essere aiutati dalle ricchezze umane e spirituali di cui noi siamo portatori”. Ad aprire i lavori il direttore generale della Fondazione Migrantes, don Giovanni De Robertis, che ha sottolineato l’importanza di questi incontri tra operatori pastorali impegnato con i rom e i sinti. Durante l’incontro i circa 80 operatori pastorali, provenienti da diverse diocesi, si sono confrontati sulle esperienze con il mondo rom e sinto prima delle conclusioni di questa mattina affidate al direttore Migrantes.
Il CCIT, di cui è presidente p. Dumas, che quest’anno terrà il proprio incontro annuale in Croazia dal 5 val 7 aprile, nasce da incontri informali organizzati a Parigi, in Francia, agli inizi degli anni Settanta, dal sacerdote francese Yoschka Barthélemy e dai coniugi belgi Elisa e Léon Tambour, per rispondere all’esigenza di una riflessione a livello internazionale sulle comunità tzigane e sulla loro condizione umana e spirituale. Sin dalla sua costituzione, il Comitato lavora in collaborazione con la Chiesa e ha legami con il Dicastero Vaticano che si occupa della pastorale con il popolo rom e sinto e costantemente in contatto con le cappellanie nazionali degli zingari e degli itineranti. Attualmente conta membri effettivi presenti in 14 Paesi d’Europa. (Raffaele Iaria)



