Torino – Ha vinto il premio del pubblico il film documentario “Waiting” di Stefano Di Polito, presentato al 18° Glocal Film Festival, realizzato dall’Associazione Piemonte Movie e tenutosi a Torino dal 5 al 10 marzo.
A introdurre al pubblico il documentario prodotto da Magda Film, sabato 9 marzo c’erano il regista Stefano Di Polito e Sergio Durando, il direttore dell’Ufficio Pastorale Migrantes della Diocesi di Torino. “Waiting” infatti affronta il tema dei diritti dei minori in Italia, raccontando due scuole multiculturali di Torino “Aurora” e “Parini”, nel quartiere centrale di Porta Palazzo, dove la percentuale di figli di immigrati raggiunge il 95%. L’espediente è l’attesa del saggio teatrale di due classi della seconda elementare. È una favola ambientata in questo quartiere e della notte in cui un fulmine colpì la torretta dell’orologio e fece cadere la lancetta dei secondi. Da allora nel mercato più multietnico d’Italia l’orologio si è fermato e tutti vivono in attesa che qualcuno faccia ripartire il tempo. Insieme ai bambini, attendono anche le loro famiglie: c’è chi teme lo sfratto, chi cerca un lavoro, chi vorrebbe far crescere i figli in un mondo più sereno, chi, da richiedente asilo, è aggrappato agli esiti di una commissione. Cosa si può fare per sbloccare il tempo? Forse lavorare sugli ingranaggi, per rendere armonioso il loro lavoro…
“La capacità di attendere è ciò che contraddistingue il migrante che, spinto dalla speranza, ha di fronte la possibilità di avere un nuovo inizio. Le seconde generazioni però non hanno il vissuto di padri e madri e vivono quotidianamente il loro status di stranieri nella terra natia”, afferma Sergio Durando, riferendosi agli 825 mila bambini nati in Italia in attesa di cittadinanza italiana. “Le scuole di cui Stefano parla nel documentario sono un esempio concreto di multiculturalità, di convivenza e di tolleranza. La scuola è fatta di persone, di bambini e di insegnanti che lavorano insieme per porre le basi della società del futuro”. Come ogni fiaba, anche “Waiting” ha una morale: il tempo riparte solo se il contatto tra gli esseri umani è perfetto.



