29 Giugno 2019 – Roma – “Europa: tutelare le nuovi migrazioni, quali responsabilità”: è stato questo il tema di un seminario che si è svolto ieri a Roma su iniziativa del Forum delle Associazioni Italiane nel Mondo (Faim) al quale aderisce anche la Fondazione Migrantes. “Da quindici anni la storia migratoria italiana ha ripreso a inseguire i tornanti della diaspora dell’inizio e della metà del secolo scorso raggiungendo cifre da esodo di massa, contrastanti con il ruolo di potenza riconosciutole tra i Paesi più avanzati; tuttavia sembra non far più notizia la sostanziosa percentuale dei sei milioni di italiani all’estero, mentre i riflettori sono specularmente proiettati sugli artifici della politica immigratoria di questi ultimi mesi”, ha scritto in un messaggio il segretario generale del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, Miche Schiavone ricordando che da lunedì si svolgerà l’Assemblea generale. Schiavone plaude all’iniziativa del Forum ed ne evidenzia l’l’importanza nel proporre “soluzioni pratiche e di stimolo, nella ricerca di strumenti per governare i fenomeni migratori”.
Aprendo i lavori il moderatore dell’incontro, Pietro Lunetto ha sottolineato come l’incontro del Faim cade in un momento particolare: oggi il tema migrazioni è, infatti al centro della cronaca quotidiana. Leggendo i dati, però, “sembra non essere l’invasione il vero problema quanto piuttosto l’evasione: ossia la costante e annuale partenza degli italiani verso l’estero. Ormai da oltre dieci anni i flussi migratori italiani verso l’estero non si fermano”. Tra i vari interventi della giornata quello di Enrico Pugliese (RPPS-CNR), Presidente del Comitato scientifico Faim, che ha evidenziato la ripresa “significativa” dell’emigrazione italiana nell’ultimo decennio mentre p.
Lorenzo Prencipe, presidente del Centro Studi Emigrazione ha invitato a riflettere su dati e cifre legati ai flussi migratori nel mondo. “Nel 2018 l’Onu ha fissato in 258 milioni i cosiddetti migranti internazionali, inserendo in questa categoria anche le persone nate all’estero ossia oltre il 3% della popolazione mondiale; il 95% della popolazione mondiale invece non è mai emigrata dal proprio Paese. E’ inesatto sostenere che l’Europa si faccia carico di tutte le emigrazioni, considerando che è la stessa Europa ad essere la seconda area esportatrice di migranti subito dopo l’India e l’Asia in generale. La rotta migratoria più frequentata è quella tra il Messico e gli Stati Uniti, non quella del Mediterraneo; al secondo posto c’è quella tra l’India e l’Arabia Saudita”. Prencipe ha quindi ricordato come dal 2008, con la grande crisi economica mondiale, il numero di emigrati italiani è aumentato toccando i 120 espatri lo scorso anno. Dopo un excursus storico dell’associazionismo da parte di Matteo Sanfilippo e diverse testimonianze da vari Paesi le conclusioni del portavoce del Faim, Rino Giuliani che ha riepilogato gli obiettivi del seminario ed ha ribadito che il Faim è “un soggetto sufficientemente attivo, rispetto ad altre realtà che ruotano attorno all’emigrazione italiana: riusciamo ad essere propositivi svolgendo positivamente il nostro ruolo sussidiario”.



