Papa Francesco: condizioni di vita e conflitti costringono ad emigrare

25 Dicembre 2019 – Città del Vaticano – Papa Francesco questa mattina si è affacciato alla Loggia delle Benedizioni per il messaggio Urbe te Orbi alla città di Roma e al mondo intero. Occasione per il pontefice di parlare della situazione in vari Paesi del mondo. Un mondo, oggi, in cui conflitti e condizioni di vita costringono le persone ad emigrare, creano povertà, colpiscono soprattutto i bambini. In questo mondo  l’Emmanuele deve essere “luce per l’umanità ferita”, ha detto il Pontefice.  “Il Figlio di Dio, disceso dal Cielo sulla terra, sia difesa e sostegno per quanti, a causa di queste ed altre ingiustizie, devono emigrare nella speranza di una vita sicura”, ha detto aggiungendo che è l’ingiustizia che “li obbliga ad attraversare deserti e mari, trasformati in cimiteri”. Ed è l’ingiustizia che li “costringe a subire abusi indicibili, schiavitù di ogni tipo e torture in campi di detenzione disumani. È l’ingiustizia che li respinge da luoghi dove potrebbero avere la speranza di una vita degna e fa loro trovare muri di indifferenza”, ha detto Papa Francesco pregando l’’Emmanuele a sciogliere “il nostro cuore spesso indurito ed egoista e ci renda strumenti del suo amore. Attraverso i nostri poveri volti, doni il suo sorriso ai bambini di tutto il mondo: a quelli abbandonati e a quelli che hanno subito violenze. Attraverso le nostre deboli braccia, vesta i poveri che non hanno di che coprirsi, dia il pane agli affamati, curi gli infermi. Per la nostra fragile compagnia – ha concluso Papa Francesco -, sia vicino alle persone anziane e a quelle sole, ai migranti e agli emarginati. In questo giorno di festa, doni a tutti la sua tenerezza e rischiari le tenebre di questo mondo”. (Raffaele Iaria)