5 Maggio 2023 – Il mese di Maggio è tradizionalmente il mese dedicato a Maria, con la preghiera del Rosario che anima la devozione mariana del popolo di Dio. Una delle caratteristiche evangeliche di Maria è il suo mettersi in cammino da subito, dopo aver ricevuto l’annuncio dell’Angelo. Lo ricorda in maniera molto bella una pagina di Don Tonino Bello: «La troviamo sempre in cammino, da un punto all’altro della Palestina, con uno sconfinamento anche all’estero. Viaggio di andata e ritorno da Nazareth verso i monti di Giuda, per trovare la cugina. Viaggio fino a Betlem. Di qui a Gerusalemme, per la presentazione al tempio. Espatrio clandestino in Egitto. Ritorno guardingo in Giudea e poi di nuovo a Nazareth. Finalmente, sui sentieri del Calvario, ai piedi della Croce, dove la meraviglia espressa da Giovanni con la parola stabat, più che la pietrificazione del dolore per una corsa fallita, esprime l’immobilità statuaria di chi attende sul podio il premio della vittoria. Icona del camminare, la troviamo seduta solo al banchetto del primo miracolo. Seduta, ma non ferma. Non sa rimanersene quieta. Non corre col corpo, ma precorre con l’anima. E se non va lei verso l’ora di Gesù, fa venire quell’ora verso di lei, spostandone indietro le lancette, finché la gioia pasquale non irrompe sulla mensa degli uomini. Sempre in cammino» (Tonino Bello).
La pagina di don Tonino fa di Maria una patrona particolare per tutti coloro che sono in cammino: in cammino per visitare i malati, in cammino per il lavoro, in cammino per condividere le gioie e le sofferenze di persone, in cammino per l’evangelizzazione, in cammino, perché in fuga da guerre, disastri ambientali, persecuzioni. La maternità di Maria nasce anche da questo suo camminare per farsi prossima alle diverse situazioni di difficoltà o per tutelare il proprio figlio, la propria famiglia. È una maternità che leggiamo anche nelle madri in fuga che sbarcano sulle nostre coste in questi giorni, vergognosamente indicata come irresponsabilità; è una maternità che vediamo nelle madri che cercano le cure dei propri figli che non esistono nei propri paesi; è una maternità che riconosciamo in chi cerca la libertà per sé e i propri figli; è una maternità che riconosciamo anche nella sofferenza di chi nel cammino perde un proprio figlio.
In questo mese di maggio pensiamo anche a queste madri, mentre preghiamo Maria nostra Madre. Ognuna di loro ha bisogno, in qualche modo, di riconoscere in Lei una Madre vicina ad altre madri, quasi camminasse ancora in mezzo a noi. Ognuna di loro, cristiana o islamica, vede in Maria una madre che accompagna e non dimentica i suoi figli e le sue figlie, e – come fu per Maria il proprio figlio Gesù – cerca di dare salvezza, regalare futuro ai propri figli. Non solo Maria somiglia a queste madri, ma anche Maria cammina con ognuna di esse: Madre tra le madri. (Mons. Gian Carlo Perego – Presidente Fondazione Migrantes).
Il testo è l’editoriale del numero di Maggio della rivista della Fondazione Migrantes “Migranti-press”



