Porto Santa Rufina: stranieri “non ospiti ma membri della diocesi”

Porto Santa Rufina – Lo scorso 23 novembre il vescovo di porto Santa Rufina, Mons. Reali,  ha incontrato in curia i cappellani e i responsabili per la pastorale dei migranti. La riunione è iniziata con la relazione del direttore Migrantes, il diacono Enzo Crialesi, sul programma per l’anno pastorale. «Aiutateci a capire le necessità delle vostre Comunità – dice il vescovo nel suo saluto –, perché la gente immigrata soffre lontano dalla propria terra, occorre aiutare le famiglie». Gli slovacchi erano presenti con il nuovo cappellano. Sono una piccola comunità, quella del collegio, formata dagli studenti che completano il loro iter formativo a Roma. I due cappellani polacchi di Ladispoli, Santa Severa e Passo Scuro, hanno evidenziato la diminuzione consistente dei loro concittadini in diocesi. I filippini hanno ringraziato il vescovo per aver loro riconcesso l’uso dei locali vicino alla chiesa per le loro attività pastorali. Sono una comunità che è nata oltre 30 anni fa ed è sempre in crescita. I nigeriani hanno detto che la loro comunità è presente a Ladispoli e Cesano: una realtà molto unita dove è diffusa la solidarietà tra i membri. Il cappellano segue la catechesi dei sacramenti sia dei ragazzi che degli adulti e le necessità spirituali di tutte le famiglie, anche loro hanno ringraziato il vescovo per la vicinanza e l’affetto che ha per tutti loro. Il cappellano dei romeni ha detto che le due comunità di Ladispoli e Cesano soffrono anche loro di una alternanza delle presenze alla messa domenicale. Una volta al mese celebra la messa per i ragazzi e quindi ci sono molte più presenze perché i genitori accompagnano i loro figli, si recita il rosario e si propone l’adorazione una volta al mese e molte volte fa dei pellegrinaggi catechetici con le due comunità per aiutare le famiglie a crescere nella fede e nella conoscenza delle bellezze che ci sono in Italia. Al termine dell’incontro il vescovo ha ringraziato i cappellani per quello che fanno per mantenere la fede alle tante famiglie delle comunità straniere: «Voi non siete ospiti ma appartenenti di diritto alla nostra Chiesa diocesana e se pensate che gli uffici vi possano essere utili fatecelo sapere attraverso il direttore. Sono grato anche al diacono Enzo per la sua sensibilità e per il suo impegno in questo servizio diocesano con i Migranti». (Simone Ciampanella – LazioSette)