Mons. Chbeir ad ACS-Italia: i progetti sostenuti dai benefattori italiani aiutano i siriani a restare nella loro terra

Roma – “Abbiamo voluto questi progetti sia per gli sfollati interni sia per le famiglie locali. Ci preoccupiamo anche delle famiglie locali perché ci sono gravi problemi economici, connessi alla svalutazione della moneta. Basti pensare che le famiglie qui vivono, in media, con l’equivalente di 50 dollari al mese!”. Con queste parole Mons. Antoine Chbeir, vescovo maronita di Laocidea, città del nord-ovest della Siria, descrive e commenta i progetti che ACS-Italia ha presentato ai propri benefattori per la campagna di raccolta fondi natalizia. “Stiamo sostenendo le famiglie perché, per esempio, gli affitti delle case ora sono particolarmente elevati dato l’afflusso di rifugiati interni. La nostra gente non si può permettere questi costi.”. Le parole del prelato ci ricordano che non c’è solo una popolazione stremata dal conflitto, c’è anche un tessuto sociale prostrato da una grave crisi economico-monetaria.

 Mons. Chbeir spiega qual è lo spirito con il quale la Chiesa agisce nel contesto siriano: “Noi abbiamo a cuore tutto il popolo siriano, cristiani e non cristiani. In questo modo testimoniamo che i cristiani amano l’essere umano e non cercano il loro vantaggio.”. E di aiuti c’è veramente bisogno perchéé le prospettive per i prossimi mesi sono “scurissime”, e questo perché, secondo il prelato, “non si tratta prevalentemente di una guerra civile. È una guerra causata anche da foreign fighters europei, che sono avversi alla societàà occidentale e si identificano con l’ISIS. Essendo alimentata da questi terroristi provenienti dall’estero – conclude amaramente -, la guerra non finirà a breve.”.

 Il vescovo di Laodicea lancia infine un appello ai cattolici italiani, chiedendo “anzitutto preghiere affinchéé possiamo ottenere finalmente la pace. Con la pace non avremo più bisogno di aiuti perchéé potremo farcela da soli. Ora però c’è la guerra, e abbiamo bisogno di riscaldamento per le famiglie, di latte e pannolini per i bambini… Abbiamo bisogno anche di sostenere l’educazione dei giovani, perchéé attraverso l’educazione possiamo combattere il terrorismo.”. E tutto questo perchéé “i siriani possano rimanere nella loro terra, terra in cui c’è Damasco, dove San Paolo si è convertito, terra della Cattedrale di San Simeone lo Stilita, costruita vicino ad Aleppo.”. L’ultimo pensiero del vescovo va a tutti coloro i quali scelgono di rinunciare a qualche regalo meno necessario per dare una speranza ai fratelli siriani: “Tanti auguri per tutti i benefattori italiani. Vi portiamo nei nostri cuori e nelle nostre preghiere.”.