Rossano – nei giorni scorsi, presso la Sala rossa del palazzo San Bennardino di Rossano Calabro (Cs) si è svolto un tavolo d’ incontro dal titolo “Accogliere la vita. Quale vita?”. Un appuntamento colocato all’interno del progetto “La Vita in Cattedra” patrocinato dall’ Arcidiocesi Rossano-Cariati e dalla Consulta delle Aggregazioni Laicali. A questo tavolo hanno partecipato Mons. Giuseppe Satriano, Arcivescovo di Rossano-Cariati, don Giacomo Panizza fondatore del “Progetto Sud” e Maurizio Alfano ricercatore politiche migratorie. Il moderatore dell’incontro è stato Giovanni Fortino direttore dell’Ufficio Migrantes diocesano. Durante l’ incontro sono state ricordate le varie iniziative fatte in questo periodo come l’ assistenza, con l’apporto di molti volontari, durante gli sbarchi avvenuti sulla costa calabrese o l’accoglienza e la distribuzione di beni di prima necessità da Don Piero Frizzarin a Santa Maria delle Grazie o a San Domenico da Don Pino Straface. “La presenza dell’altro ci scomoda ci sconvolge – ha detto Giovanni Fortino direttore dell’Ufficio Migrantes – e non ci fa vedere la ricchezza dell’altro”. Altra iniziativa interessante è quella che coinvolge la comunità di Paludi . Gli abitanti hanno accolto una famiglia iraniana, la madre è una giornalista e ha incominciato a insegnare inglese a un gruppo di persone. Bella è stata anche la testimonianza di alcuni migranti che hanno raccontato il motivo e le varie difficoltà incontrate nel raggiungere l’Italia. Don Giacomo Panizza impegnato fortemente nel sociale ha raccontato la sua esperienza nella piana di Lamezia Terme. Da anni egli vive sotto scorta e ha fondato “Progetto Sud” una comunità autogestita per disabili e i locali dove lavorano è uno stabile confiscato alla mafia, e proprio in questo progetto che Don Giacomo ha aperto un centro per aiutare gli stranieri. “Bisogna prendere una posizione – dice Maurizio Alfano – che noi cristiani spesso tralasciamo, la diversità è una ricchezza”. “Bisogna creare rete, bisogna creare una sinergie tra chiesa e istituzioni politiche – ha detto mons. Giuseppe Satriano – e associazioni laicali per creare una fitta rete e sviluppare con opere concrete il tutto”. Integrazione che qualifica creando un tavolo di lavoro per debellare alcuni gravi problemi che affliggono il territorio come il caporalato o il lavoro nero. (A.L.Banca)



