U.S.A. : chiusa la XVI Settimana della Lingua Italiana nel Mondo

Washington  –  La forza propositiva che si sprigiona dall’incontro tra due culture si poteva respirare nell’aria frizzante che ha accolto gli ospiti ieri sera all’Ambasciata d’Italia per il Book Award “The Bridge” giunto alla sua seconda edizione. Un evento che ha visto ospiti entusiasti di quanto l’Italia e gli Stati Uniti trovino sempre nuovi modi per suggellare e approfondire i loro legami. Come ha sottolineato l’Ambasciatore d’Italia negli Stati Uniti Armando Varricchio: “I nostri amici americani amano la nostra lingua: il numero di studenti che studiano italiano nelle università americane è aumentato del 60% nell’ultimo decennio, passando da 49.000 a 80.000, mentre sono oltre 30.000 gli studenti americani che scelgono di vivere un’esperienza di studio in Italia.

 A chiusura della XVI Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, l’Ambasciata d’Italia e l’Istituto Italiano di Cultura di Washington DC, in collaborazione con l’Ambasciata degli Stati Uniti a Roma, la Casa delle Letterature del Comune di Roma e l’Iniziativa Americana per la Cultura Italiana (AIFIC), hanno ospitato la cerimonia di premiazione e la tavola rotonda dei vincitori italiani del premio The Bridge: Nadia Terranova per il romanzo “Gli Anni al Contrario” e Marco Belpoliti per il saggio “Primo Levi di Fronte e Profilo”.

Maria Ida Gaeta, Direttrice della  Casa delle Letterature del Comune di Roma, ha moderato l’incontro con Domenico Starnone, scrittore e vincitore dell’edizione 2015, Jhumpa Lahiri, scrittrice e docente di Scrittura Creativa presso la Princeton University e Teresa Fiore, Professore Ordinario di Studi Italiani e Italo-Americani presso la Montclair State University, New Jersey.

 Il Premio The Bridge, che si propone quale ponte ideale che collega due culture al fine di promuovere la conoscenza delle più recenti tendenze culturali e letterarie, viene conferito ogni anno a un romanzo e a un saggio recentemente pubblicati in Italia e negli Stati Uniti. Come ha esemplificato l’Ambasciatore Varricchio: “Quest’iniziativa si caratterizza per due aspetti: l’inclusione sia della narrativa sia della saggistica all’interno dello stesso premio e il fatto che le opere premiate vengono tradotte dall’italiano all’inglese e viceversa. La combinazione di questi elementi non può che assicurare maggiore comprensione reciproca e un vero scambio culturale.”

 L’Ambasciatore Varricchio ha infine voluto riprendere le parole dell’American Initiative for Italian Culture (AIFIC): “L’AIFIC è un incubatore per lo sviluppo creativo dei giovani artisti italiani e americani, fungendo in questo modo da laboratorio culturale”, concludendo con un chiaro apprezzamento per “la metafora scientifica, che si allaccia al nostro porre l’attenzione anche su ricerca e innovazione.”

 A suggellare questo “bilateralismo” durante la cerimonia sono stati presentati anche i libri dei vincitori italiani e americani dell’edizione del 2015 recentemente tradotti, rispettivamente Domenico Starnone per la narrativa e Quinto Antonelli per la saggistica italiana; Laird Hunt per la narrativa e Robert Harrison per la saggistica americana.