CGIE sul Referendum Costituzionale del 4 dicembre

Roma –  Alla vigilia del voto referendario per la riforma costituzionale al quale parteciperanno oltre quattro milioni di cittadini aventi diritto stabilmente residenti o temporaneamente domiciliati all’estero il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero invita i Comites, il mondo associativo, le numerose organizzazioni nazionali presenti all’estero a promuovere la partecipazione al voto perché l’esercizio di questo diritto “è un dovere civico, a vigilare affinché il voto sia garantito a tutti i cittadini aventi diritto” e auspica “la massima trasparenza per garantire pari opportunità e uguaglianza, ricordando nel rispetto dei dettami costituzionali che il voto è libero, segreto, diretto e uguale”.

Il CGIE auspica “un vivo e civile protagonismo dei cittadini italiani all’estero per contribuire a mantenere vivi e saldi i principi, che hanno reso grande la storia del nostro Paese e delle sue istituzioni”.

La data del voto referendario in Italia è il 4 dicembre mentre all’estero è anticipata di due settimane.

Votano all’estero per corrispondenza gli elettori iscritti all’AIRE residenti nei Paesi nei quali le condizioni locali consentono il voto per corrispondenza;  gli elettori temporaneamente all’estero per motivi di lavoro, studio o cure mediche che abbiano presentato l’opzione per il voto all’estero entro il 2 novembre 2016, e i loro familiari conviventi, qualora non iscritti all’AIRE.

Si vota per corrispondenza, con le modalità indicate dalla Legge 27 dicembre 2001 n. 459 e dal Decreto del Presidente della Repubblica 2 aprile 2003 n. 104. In particolare gli Uffici consolari inviano per posta a ciascun elettore un plico contenente: il certificato elettorale (cioè il documento che certifica il diritto di voto); la scheda elettorale; una busta piccola (di norma di colore bianco); una busta di formato più grande, preaffrancata, recante l’indirizzo del competente Ufficio consolare; un foglio informativo.

L’elettore esprime il proprio voto tracciando un segno (ad es. una croce o una barra) sul rettangolo della scheda che contiene le parole SI o NO utilizzando esclusivamente una  penna biro di colore blu o nero; la scheda va inserita nella busta piccola che deve essere accuratamente chiusa e contenere esclusivamente la scheda elettorale; nella busta più grande già affrancata (riportante l’indirizzo dell’Ufficio consolare competente), l’elettore inserisce il tagliando elettorale (dopo averlo staccato dal certificato  elettorale seguendo l’apposita linea tratteggiata) e la busta piccola chiusa, contenente la

scheda votata;  e) la busta già affrancata così confezionata deve essere spedita per posta immediatamente, in  modo che arrivi all’Ufficio consolare entro – e non oltre – le ore 16:00 (ora locale)

del 1° dicembre 2016;  le schede pervenute successivamente al suddetto termine non potranno essere scrutinate e saranno incenerite.

“Si invitano – si legge in una nota del Cgie –  tutti i connazionali, qualora non avessero già provveduto, a voler comunicare tempestivamente ai Consolati e alle Cancellerie Consolari presso le Ambasciate italiane (per posta o per email) il trasferimento della propria residenza. Gli elettori che, alla data del 20 novembre p.v., non avessero ricevuto il plico elettorale, potranno contattare i consolati o le cancellerie consolari presso le Ambasciate italiane per verificare la propria posizione e richiedere – ove ne ricorrano le condizioni – l’emissione di un duplicato.