Milano – Serve un’Europa più matura per affrontare l’emergenza dei flussi migratori. Ma anche più unita. È il monito che lancia il Capo dello Stato, Sergio Mattarella. E lo fa di fronte ai prefetti, quelle figure istituzionali, cioè, in prima linea con i migranti. «Siamo di fronte a un fenomeno complesso, che non può essere affrontato con illusorie semplificazioni. Proprio noi che viviamo alla
frontiera d’Europa avvertiamo che sarebbe oggi necessaria una Europa più matura», ha detto Mattarella in occasione dell’incontro con i prefetti alla presenza del ministro dell’Interno Angelino Alfano. «Occorre togliere ogni alibi a quanti all’interno del nostro Paese intendono sottrarsi ai doveri di solidarietà con le altre città e con gli altri cittadini – ha detto Mattarella – Si tratta dello stesso impegno che conduciamo come Paese all’interno dell’Unione europea perché siano rispettate le decisioni assunte a Bruxelles sulla ripartizione dei migranti: un’equa distribuzione dei pesi anche al nostro interno è coerente con quella nostra richiesta e la rende più credibile». Mattarella ha anche ricordato il ruolo decisivo dei prefetti. Ma è altrettanto importante però, secondo il Capo dello Stato, coinvolgere e responsabilizzare sulla gestione dell’emergenza anche sindaci e cittadini, in modo da comprendere meglio le eventuali ragioni della diffidenza. Intanto, per ridurre l’ondata di arrivi e contrastare la tratta di esseri umani, il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni è impegnato in questi giorni, con una delegazione europea, proprio in una missione in Africa. La prima tappa, ieri, in Niger. Il Paese da cui partono e transitano molte persone in fuga dall’Africa subsahariana, per approdare in Libia e da qui affrontare la traversata del Mediterraneo per raggiungere l’Europa. L’obiettivo, non ha nascosto il titolare della Farnesina, è quello di «chiudere entro l’anno l’”autostrada” per la Libia». «L’immigrazione illegale che arriva in Italia attraverso il Mediterraneo
passa dal Niger, attraversando il deserto. Un fenomeno che causa vittime che non possiamo più accettare di lasciare nelle mani delle organizzazioni di trafficanti» ha detto Gentiloni, dopo l’incontro a Niamey con il presidente della Repubblica del Niger, Mahamadou Issoufou. Ogni anno
il Niger è attraversato da 150mila migranti. «Dobbiamo lavorare insieme, governo italiano, governo del Niger e Ue, per dare una risposta a questa catastrofe umanitaria». Si tratta della prima missione congiunta Italia-Ue nell’ambito del Migration compact che prevede al momento una serie di accordi con 5 Paesi africani per ridurre il flusso dei migranti. L’Europa ha deciso di stanziare per questo 500 milioni di euro, mentre l’Italia finanzierà un fondo speciale aggiuntivo di 200 milioni di euro. Il viaggio di Gentiloni proseguirà oggi in Mali e domani in Senegal. Ma nel Mediterraneo, anche col maltempo, non si fermano i soccorsi dei migranti in difficoltà. Più di 120 persone, per la maggior parte siriani in fuga dalla guerra, sono stati soccorsi al largo dell’isola di Cipro: tra loro, ci sono anche 42 bambini e 19 donne. L’imbarcazione sarebbe partita da Mersin, in Turchia. A Parigi, invece apre il campo di transito più grande d’Europa. Riservato solo agli uomini, il centro ospiterà fino a 600 rifugiati, per un massimo di 5-10 giorni, in transito nella capitale francese. Sarà gestito dall’associazione Emmaus Solidarité. (Daniela Fassini – Avvenire)



