Pedagogia interculturale alla Bicocca di Milano: cooperare come antidoto alle “paure virali”

Milano – In Italia la presenza di alunni stranieri ha avuto un’escalation esponenziale nell’ultimo decennio: dai 400 mila studenti nel 2006 agli 800 mila nel 2016. Da questo presupposto appare evidente che occorre sviluppare, sin dai banchi di scuola, un’educazione alla pluralità, basata sulla valorizzazione dei punti di forza dell’altro e sulla ricerca di cooperazioni possibili ed attuabili. La conoscenza reciproca ha il potere di ridurre le paure legate all’alterità. La scuola è un laboratorio sociale in cui i minori imparano ad autoregolarsi e a porsi in interazione ed interdipendenza positiva. Sono queste le prospettive dell’incontro di “Pedagogia interculturale e della cooperazione” che si terrà, nel pomeriggio di oggi, presso l’Università di Milano Bicocca, dove la prof.ssa Alessia Agliati ed un gruppo di studenti di psicologia dialogheranno con Damiano Meo, insegnante ed autore del pamphlet “Storie di semola e semplicità” (Tau – Migrantes). Le tematiche che verranno affrontate saranno principalmente tre: lo sviluppo di una mentalità interculturale, il ruolo della scuola nel processo di inclusione sociale e le buone pratiche da incrementare per favorire un sereno sviluppo bio-psico-sociale del minore migrante. Sviluppare un “saper fare interculturale” ha lo scopo di avvicinare ad una migliore comprensione dell’altro, evitando o minimizzando possibili errori comunicativi, gaffes culturali, stereotipi e “paure virali”. Interagire è l’unico antidoto alle barriere.