Papa Francesco: più importante degli accordi internazionali è la vita dei migranti

Città del Vaticano – “La Chiesa è nata in uscita. Era chiusa nel Cenacolo e poi è uscita. E deve rimanere in uscita. Non deve tornare a chiudersi nel Cenacolo. Gesù ha voluto fosse così. E ‘fuori’ significa quelle che io chiamo periferie, esistenziali e sociali. I poveri esistenziali e sociali spingono la Chiesa fuori di sé. Pensiamo a una forma di povertà, quella legata al problema dei migranti e dei rifugiati: più importante degli accordi internazionali è la vita di quelle persone!”. A dirlo è stato  Papa Francesco ricevendo, lo scorso 25 novembre, 140 Superiori Generali di Ordini e Congregazioni religiose maschili (Usg),  riuniti alla fine della loro 88a Assemblea Generale. Il colloquio  si svolse a porte chiuse. Quel colloquio è ora pubblicato sul n. 4000 di “Civiltà Cattolica” – e anticipato, in parte oggi dal Corriere della sera” – il quindicinale dei Gesuiti diretto da Padre Spadaro. (R. Iaria)