Papa Francesco: “Accogliere, proteggere, promuovere e integrare”

Città del Vaticano – “È dovere di solidarietà contrastare la cultura dello scarto e nutrire maggiore attenzione per i più deboli, poveri e vulnerabili”. Papa Francesco questa mattina ha incontrato i partecipanti alla sesta edizione del Forum Internazionale “Migrazioni e Pace”, sul tema Integrazione e sviluppo: dalla reazione all’azione promosso dal Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, dallo Scalabrini International Migration Network (SIMN) e dalla Fondazione Konrad Adenauer: occasione per auspicare “un cambio di atteggiamento verso i migranti e rifugiati da parte di tutti”: “Il passaggio da un atteggiamento di difesa e di paura, di disinteresse o di emarginazione – che, alla fine, corrisponde proprio alla ‘cultura dello scarto’ – ad un atteggiamento che abbia alla base la ‘cultura dell’incontro’, l’unica capace di costruire un mondo più giusto e fraterno, un mondo migliore”. Poi il Papa ha richiamato l’attenzione “su un gruppo particolarmente vulnerabile tra i migranti, profughi e rifugiati che siamo chiamati ad accogliere, proteggere, promuovere e integrare”: i bambini e gli adolescenti “che sono forzati a vivere lontani dalla loro terra d’origine e separati dagli affetti familiari”. Un tema caro al quale il pontefice ha voluto dedicare il messaggio per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato che si è celebrata lo scorso 15 gennaio. Per il papa  “il nostro impegno a favore dei migranti, dei profughi e dei rifugiati è un’applicazione di quei principi e valori di accoglienza e fraternità che costituiscono un patrimonio comune di umanità e saggezza cui attingere”, sottolineando ancora una volta che “ogni migrante è una persona umana che, in quanto tale, possiede diritti fondamentali inalienabili che vanno rispettati da tutti e in ogni situazione”. “Oggi più che mai è necessario riaffermare la centralità della persona umana, senza permettere che condizioni contingenti e accessorie, come anche il pur necessario adempimento di requisiti burocratici o amministrativi, ne offuschino l’essenziale dignità”, ha detto ancora richiamando la necessità di recuperare “il valore della fraternità”, che ci obbliga a “trattare ogni persona come una vera sorella e un vero fratello”, altrimenti “diventa impossibile la costruzione di una società giusta, di una pace solida e duratura”.

Papa Francesco ha poi ricordato le tante tragedia che toccano i migranti e che causano morte. Tragedia – ha detto – che marcano a fuoco” la loro vita” come guerre, persecuzioni, abusi, violenze, morte e che “non possono che sgorgare spontanei sentimenti di empatia e compassione”. Il dovere di solidarietà – ha poi spiegato –  “dovere di solidarietà”, che “nasce proprio dalla capacità di comprendere i bisogni del fratello e della sorella in difficoltà e di farsene carico. Su questo, in sostanza, si fonda il valore sacro dell’ospitalità, presente nelle tradizioni religiose. Per noi cristiani, l’ospitalità offerta al forestiero bisognoso di riparo è offerta a Gesù Cristo stesso, immedesimatosi nello straniero”.

Bergoglio ha poi detto che i recenti movimenti migratori  che interessano “praticamente ogni parte della terra” oggi sono in gran parte “spostamenti forzati, causati da conflitti, disastri naturali, persecuzioni, cambiamenti climatici, violenze, povertà estrema e condizioni di vita indegne”. Spostamenti  che aumentano “le sfide poste alla comunità politica, alla società civile e alla Chiesa” e che chiedono di “rispondere ancor più urgentemente a tali sfide in modo coordinato ed efficace”. Il papa ha quindi insistito su  quattro i verbi su cui articolare la “comune risposta” a tale fenomeno: “Accogliere, proteggere, promuovere e integrare”. (R.I.)