Milano – “I libri tracciano una linea di confine tra la nostra sfera istintiva e quella intellettiva” – dice Damiano Meo, autore di “Storie di semola e semplicità” (Tau e Fondazione Migrantes) e aggiunge: “scoprire che la lettura possa diventare una piacevole ricerca di se stessi e degli altri trasforma un ammasso di carta stampata in un processo di crescita e di riflessione”. In quest’ottica, il fenomeno delle biblioteche di condominio, che a Milano sono circa una decina, diventa un trend di sviluppo culturale attraverso non-luoghi che vengono riconvertiti in punti di socialità, dialogo e persino ascolto. Nasce da questi presupposti la manifestazione che venerdì 17, alle ore 17, nella Biblioteca di condominio Pastonchi, in occasione dell’iniziativa BookCity, vedrà il reading del tascabile “Storie di semola e semplicità”. La proiezione di un cortometraggio dal titolo “Save Our Souls”, sull’esperienza della migrazione, realizzato dallo stesso autore, innescherà un dialogo e il cuscus preparato da volontarie di origine africana profumerà l’ambiente. In un condensato di pagine, il tascabile affronta il fenomeno migratorio italiano ed europeo attraverso prospettive multiple: la cucina, le ibridazioni, la lingua e i dati. La narrazione inizia con un “quasi Natale” nella cucina di una donna musulmana. E da lì si sposta in ambienti lavorativi e in strada, attraversando festività musulmane e cristiane, con la leggerezza di chi ha voglia di scoprire il vicino di casa ed il bagaglio di tradizioni che egli custodisce. Tali argomenti vengono affrontati con un linguaggio adatto a tutti, al fine di creare ponti in maniera trasversale e transgenerazionale, coinvolgendo nella riflessione sia gli adolescenti che i loro genitori. L’iniziativa è stata organizzata tramite il servizio di custodia sociale che opera per prevenire emarginazione, solitudine e supporta le persone in situazione di fragilità attraverso progetti mirati gestiti dal Comune di Milano. “Se è vero che le parole non possano cambiare il mondo, possono però far qualcosa per migliorarlo” – puntualizza lo scrittore, con un sorriso carico di speranza: “bisogna partire dal presupposto che nessuno sia cattivo per sua natura, ma la cattiveria sia il risultato di prigioni culturali, mentali e materiali, quelle fatte di pregiudizi, diffidenze, bugie, controversie e stenti”. Così la letteratura diviene il pretesto per innescare esperienze di contatto, di socialità, di culture a confronto, di benessere condiviso e di pace.



