Verona – “Come ha evidenziato Papa Francesco nella sua esortazione apostolica Evangelii Gaudium, il credente non può ignorare le ragioni profonde del suo impegno missionario in ogni realtà. È sollecitato a vivere l’amore a 360 gradi, ossia un amore pieno di verità in ogni ambito della sua vita e delle sue relazioni, fino all’attività finanziaria ed economica. L’amore di Cristo va testimoniato con la difesa della vita nascente e della vita che si spegne, va testimoniato con l’inclusione sociale dei poveri, va testimoniato con l’instaurazione di una sana economia mondiale, va testimoniato aiutando le persone che sono chiamate a operare nel sociale e nel politico, a tutti i livelli, a prepararsi al loro compito, rendendosi consapevoli della necessità di incidere sulle loro cause profonde di bene, non dimenticando che tutto deve essere finalizzato al bene comune”. A dirlo ieri il segretario di Stato vaticano, card. Pietro Parolin, nella sua omelia al Festival della dottrina sociale. Nel corso dell’omelia, il Segretario di Stato Vaticano, ha ricordato come “In una società dominata da un individualismo radicale e da una prevalente indifferenza nei confronti dell’altro, come anche da una certa paura del futuro, la Dottrina sociale rende fecondo l’umano. In particolare la dottrina sociale della Chiesa offre l’ideale storico e concreto di una nuova progettualità relativa alla società, all’economia e alla democrazia”. E ancora: “in un contesto di crescente stemperamento di identità, miscelate in maniera indistinta e confusa, in un periodo storico in cui avanzano spinte oligarchiche economiste, diventa urgente la rivalutazione della genialità del cristianesimo”. Marcato il riferimento al titolo del festival “Fedeltà è cambiamento”: “il cambiamento sociale, tecnologico e culturale crea benessere per la società e l’economia, e aumenta anche la felicità solamente quando è compiuto entro l’alveo della verità dell’uomo, della sua grandissima dignità che è quella dell’essere creatura figlia di Dio”. Non sono mancati poi i riferimenti alla stretta attualità e all’immigrazione, proprio a commento del Vangelo domenicale (Mt 25, v31-46): “Il fenomeno migratorio oggi è al centro dell’attenzione, non soltanto in Italia e in Europa. È il tema di fondo del dibattito politico. Io credo che come cristiani, e il Papa è in prima linea in questo, dobbiamo proporre la nostra posizione e insistere perché, al di là di quelle che sono le competenze specifiche, ci sia una dimensione umana e cristiana nei confronti del fenomeno della migrazione, quindi un atteggiamento di apertura. Oggi vediamo il Vangelo Matteo 25: ero nudo, avevo fame, avevo sete, ero forestiero… quello è il testo base per noi cristiani e su quello dobbiamo agire e reagire». Conclude il cardinale Parolin facendo riferimento al compito specifico che spetta alla Chiesa in materia: “La nostra proposta è sempre quella dell’orizzonte di fondo. Poi gli Stati potranno intervenire. Anche noi interveniamo a livello di organizzazioni internazionali. Per esempio abbiamo collaborato per un Compact sulle immigrazioni, che sarà approvato dall’Onu e che contiene anche proposte molto concrete. Però io credo che il nostro impegno deve essere quello di dare un orizzonte di fondo, su cui collocare gli interventi concreti, della fraternità e del riconoscimento della dignità di ogni persona umana”.



