Rimini – Insegnanti nuovamente in sciopero della fame per sollecitare il Parlamento ad approvare le legge sulla riforma della cittadinanza. Promotore è il maestro Franco Lorenzoni, che con lo scrittore e insegnante Eraldo Affinati è da tempo impegnato su questo fronte. Dal convegno Erickson di Rimini, “La qualità dell’inclusione scolastica e sociale”, che da venerdì a domenica ha visto la partecipazione di oltre 4mila tra insegnanti, educatori e genitori, Lorenzoni ha invitato i docenti a digiunare a partire dal 20 novembre, Giornata dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. «La nostra società italiana, carica di storia, di umanesimo, di tolleranza e di inclusione, rischia di chiudersi in risentimenti e paure che separano, non accolgono e dividono. Per queste ragioni – scrivono nella mozione intitolata con un verso tratto dal De Vulgari Eloquentia di Dante Alighieri, “Mia patria il mondo come i pesci il mare” e che è stata consegnata ai rappresentanti delle istituzioni – consideriamo indispensabile prima di tutto che il Parlamento italiano legiferi sulla cittadinanza, come rimedio di civiltà tale da sviluppare nel nostro Paese una serena convivenza tra tutte le nostre diversità. Parliamo dei nostri alunni e alunne che vivono, giorno per giorno, l’avventura con noi dell’educazione. L’inclusione, come universalità ed equità, è per tutti. Se non lo è, col tempo diventa per nessuno e si rischia il ritorno a una società dove sopravvive il più forte». Oltre allo sciopero della fame, è partita una nuova raccolta di firme. «È significativo che siamo noi insegnanti a batterci per questo – spiega Lorenzoni – perché in qualche modo sperimentiamo una cittadinanza costruita sull’ascolto delle diversità».



