Sabato la Beatificazione di Emilia, la cestaia gitana martire

Torino –  Sabato 25 marzo in Almeria sarà beatificata Emilia Fernandez Rodriguez nata il 3 aprile 1914 a Tijola in Spagna. Ne da notizia l’Aizo – l’Associazione Italiana Zingari Oggi – in una nota diffusa oggi. Emilia viene arrestata e detenuta  con altre donne durante la guerra civile spagnola. Negli anni 30 – riferisce la nota –  i cristiani venivano ingiustamente arrestati a causa della loro fedeltà al Vangelo. L’odio verso i cristiani fu devastante: in quattro mesi vennero distrutte 160 chiese. Emilia si sposa secondo il rito gitano con Juan Cortes Cortes nel 1938,  vive la sua vita lavorando come cestaia, attività economica che permette alla giovane coppia di vivere in modo dignitoso vendendo i cesti nei mercati o nella modalità porta a porta. Anche il marito viene arrestato e messo in prigione dove si trovano politici, sacerdoti e numerosi cristiani. La giovane cestaia viene arrestata il 21 giugno 1938 e rinchiusa nel carcere “Cachas Coloras”: ogni giorno venivano imprigionate numerose donne e in breve tempo si raggiunse il numero di 300 persone. Durante il processo, svoltosi l’8 luglio, nonostante fosse incinta, viene condannata a sei anni di carcere; la sua fede si rafforza sempre di più, chiede ad alcune giovani detenute di imparare a pregare. Costretta a stare isolata in una cella di punizione, con il freddo dell’inverno Emilia si ammalò gravemente, senza alcuna  speranza di guarigione. Giunse  con difficoltà al termine della sua gravidanza e il 12 luglio 1939 nacque Angela. Emilia, molto malata viene  ricoverata in ospedale. Per lei fu chiesta la grazia al governatore civile, ma senza alcuna risposta. Riportata in carcere muore abbandonata e sola il 25 gennaio1939.  Il popolo di gitani – scrive l’Aizo –  da sempre “emarginato e accusato solamente di ruberie può attraverso Emilia ribadire che in ogni popolo ci sono persone che sanno vivere onestamente e lei per molte donne gitane è l’esempio cardine”. Quest’anno i gitani di tutto il mondo festeggiano  insieme ad Emilia il ventesimo anniversario della  beatificazione di  Ceferino Giménez Malla detto “El Pelé“, fucilato durante la stessa guerra civile spagnola.