Roma – A cinque anni di distanza il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE) ricorda la figura di Mirko Tremaglia, già Ministro per gli italiani all’estero. Nel 2001, in questa veste, fu il proponente della legge 459 per l’esercizio del diritto di voto dei cittadini italiani all’estero. Oggi, in questo periodo di accesa discussione referendaria sulla riforma della Costituzione italiana il Cgie ricorda “l’estenuante lavoro fatto per l’approvazione di questa legge, che determinò la modifica della stessa sia negli articoli 48, nel quale venne inserita l’estensione del diritto di voto agli italiani all’estero, sia negli articoli 56 e 57 che riconoscevano la rappresentanza nei due rami del Parlamento italiano di 12 deputati e di 6 senatori”.
Questa legge – si legge in una nota – fu applicata la prima volta dieci anni fa, nel 2006, e per renderla funzionale alle procedure democratiche e agli standard internazionali dei paesi moderni più avanzati, fu istituita la circoscrizione estero assieme al voto per corrispondenza”.
Il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero in questa ricorrenza ricorda la figura di questo “strenuo difensore degli Italiani all’estero, che ne ha caratterizzato le vicende sociali e politiche. Sua è la legge istitutiva dell’anagrafe e del censimento degli italiani all’Estero (AIRE) e grande è stato il suo impegno per le nostre Comunità sia nel CGIE, dove l’abbiamo avuto al fianco nelle battaglie più difficili, sia nel Parlamento italiano nel quale era riuscito a rendere presente il ruolo ineludibile dei cittadini italiani all’estero”.
Nel ricordo di Mirko Tremaglia il Cgie ricorda “a tutti noi l’impegno per tenere alta l’attenzione sui diritti dei nostri connazionali all’estero per rinnovarli e renderli fruibili ovunque essi risiedano”.



