Roma – Per molti decenni anni sono stati espressione di una Chiesa ‘in uscita’, che sa farsi prossima all’uomo e compagna di viaggio. Sono i cappellani che fino al 2014 hanno svolto il loro ministero a bordo delle navi Costa, la cui storia è raccontata in “Preti di mare”, scritto da Stefania Careddu ed edito da Palumbi.
A partire dalle testimonianze di alcuni sacerdoti, il testo accende i riflettori su una missione davvero particolare e, sottolinea nella prefazione Francesco Alfano, arcivescovo di Sorrento-Castellammare di Stabia e vescovo promotore dell’apostolato del mare della Cei, “prova a descriverla, senza cadere nell’idealità astratta e nemmeno nascondendone difficoltà e rischi”. “Occorre conoscere – osserva il presule – per capire cosa accade su di una nave in crociera: turisti in vacanza, marinai e ufficiali al lavoro. Due realtà tanto distanti l’una dall’altra, eppure entrambe accomunate dalla stessa condizione, il viaggio in mare. Accostandosi all’una e all’altra è possibile entrare nel cuore di ogni persona, con i suoi desideri, sofferenze e speranze. Proprio in questo avvicinamento, fino alla condivisione gratuita e generosa, si è distinta l’opera dei cappellani di bordo”.
Dal 2014, però, la Compagnia (che fa parte di Carnival Corporation) ha deciso di interrompere il servizio dei sacerdoti, eliminando uno dei valori aggiunti che rappresentava anche un elemento di distinzione rispetto alla concorrenza. “Questo racconto, presentato come un viaggio, pone interrogativi inquietanti riguardo al futuro: chi si prenderà cura di loro? Non possiamo far finta di niente e ignorarli. Accanto alle numerose iniziative pastorali già in atto, bisogna – conclude monsignor Alfano – che ne cerchiamo altre”.
“Preti di mare” sarà presentato a Roma domani 21 gennaio, alle 11.30, all’NH Hotel Villa Carpegna (via Pio IV, 6) in occasione del secondo Convegno nazionale dell’Apostolato del mare sul tema “Tante maglie per una sola rete”.



