Cassazione: no all’espulsione di uno straniero disabile

Roma – “No all’espulsione dello straniero detenuto se gravemente disabile: il diritto alla salute infatti è «inviolabile». Lo sottolinea la prima sezione penale della Cassazione, accogliendo il ricorso di un immigrato detenuto in Italia per il quale il tribunale di sorveglianza di Perugia aveva applicato, come sanzione alternativa alla detenzione, l’espulsione dal nostro Paese. L’uomo, invalido al cento per cento e beneficiario di un assegno Inps dopo l’amputazione di una gamba, nel suo ricorso rilevava che il suo paese d’origine – dove, peraltro, non aveva legami familiari e da cui mancava da oltre 30 anni – non aveva una normativa assistenziale per le persone disabili «ed anzi era aduso alle discriminazioni delle stesse». Decidendo dei ricorsi di immigrati senza documenti e disabili, contro i rimpatri forzati, occorre valutare ‘caso per caso’, sottolineano i giudici, tenendo presente le disposizioni «di carattere umanitario in materia di categorie cosiddette ‘vulnerabili’».