Mons. Suetta: “una città di confine che fa molto più del ragionevole”

Ventimiglia – “Le notizie che riceviamo non fanno ben sperare, l’incremento di minori non accompagnati ci preoccupa ed è il problema più serio”. Il vescovo di Ventimiglia-Sanremo, Mons. Antonio Suetta pensa all’estate alle porte. La terza per l’accoglienza dei migranti di passaggio nella città ligure di confine. Sono le categorie più fragili, le famiglie con bambini ma anche e soprattutto i minori non accompagnati a preoccupare l’enorme macchina dell’accoglienza messa in campo dalla Diocesi e dalla Caritas. Suetta conferma la piena collaborazione con le istituzioni locali: un ascolto e una collaborazione reciproca, e anche “una certa comunione di vedute e di lettura del fenomeno”. Il problema è più “strutturale e le carenze sono molte”.

“Mi preoccupa la chiusura ostinata, prolungata e per molti aspetti incomprensibile della Francia – ammette Mons. Suetta – ma anche l’incapacità di programmazione. In due anni forse potevano essere perlomeno studiate o abbozzate delle migliori strutture di accoglienza”.

Il mondo occidentale è eccessivamente lento ad affrontare il momento. “Le persone che arrivano qui non vogliono rimanere e l’unica risposta che possiamo dare è quella di preoccuparci dei loro bisogni più immediati, cibo vestiti e orientamento dal punto di vista umano, incoraggiamento, solidarietà e accoglienza”. “Questa città si è rivelata veramente una città di confine e di vocazione – prosegue Mons. Suetta – perché è una città che fa certamente più di quello che sarebbe ragionevole pensare in termini di accoglienza e anche in termini di pace perché quella minima integrazione che la situazione lo consente di fatto avviene”. Ma la chiusura ostinata dei muri sta foraggiando l’illegalità. “Se noi contiamo che l’anno scorso sono più di 40mila le persone che sono arrivate qui e un migliaio sono ancora qui che girano mentre duemila sono stati trasferiti, gli altri dove sono andati? Se sono passati numeri così elevati vuol dire che c’è una sorta di meccanismo illegale che lo consente. Questa chiusura non sortisce l’effetto che vorrebbe e diventa indirettamente un foraggiamento di meccanismi ingiusti”. (D. Fas.-Avvenire)