Sacrofano – Gli oltre 200 partecipanti al 9° Convegno nazionale dei direttori e delle equipe dei Cmd, promosso dalla Fondazione Missio, hanno lasciato sabato la Fraterna Domus di Sacrofano (/pls/siti/V3_S2EW_CONSULTAZIONE.mostra_pagina?id_pagina=19433&rifi=guest&rifp=guest ) con un impegno: quello di ideare percorsi di missione sempre più creativi e accessibili, concreti e dal respiro globale. A partire dalle singole realtà parrocchiali e diocesane. Si sono intravisti progetti concreti dietro il sogno di una Chiesa in uscita: dopo tre giorni di riflessione, preghiera e laboratori si riparte dall’idea di Chiesa emersa al Convegno Ecclesiale Nazionale di Firenze nel 2015.
L’appuntamento più atteso è stato venerdì con i lavori di gruppo: un vero e proprio brain storming missionario durato diverse ore, che ha visto impegnati i partecipanti nell’analisi di sei temi, con relative piste d’azione.
Dai tweet che sintetizzano il lavoro d’equipe: “Mettiamoci in rete, la missione non è ‘cosa nostra’ ma coinvolge tutti!”; “Anche tu sei invitato a fare della tua vita una missione”; “Forma e informa, anima e coopera, dentro e fuori, qui ed ora”.
I temi spaziavano da quello del “primo annuncio e nuove proposte per l’animazione e cooperazione missionaria”, al tema della progettazione dei nuovi compiti dei Cmd, da quello della “vocazione missionaria” al tema della “pastorale missionaria”.
Il senso è: rimanere agganciati sempre alla missione ad gentes, vivendo però con intensità le occasioni di incontro con i poveri, i migranti, gli ultimi delle periferie sotto casa.
Da uno dei laboratori è emersa ad esempio la necessità di “superare la settorialità, di offrire alla gente il contributo dei missionari rientrati come testimonianza nella pastorale ordinaria”.
Si sente una grande voglia di superare lo stallo dell’azione missionaria, di capire come fare per accogliere meglio le persone, incontrare i poveri nelle periferie. La missione è lontana ma anche vicinissima, basta aprire le porte e gli occhi. Le diocesi lamentano anche una certa resistenza da parte di parroci e vescovi a dare impulso allo slancio missionario lungo percorsi di autonomia. “La testimonianza va oltre la dottrina – è stato detto in uno dei laboratori guidato da Maria Soave Buscemi – E avviene nell’incontro con la carne sofferente dell’altro. Oltre la ‘prudente distanza’”.
Venerdì sera il concerto Only Love Can, del gruppo Comunità Nuovi Orizzonti ha chiuso in musica e in bellezza una giornata intensa e molto creativa.



