Palermo – Il prendere parte alla vita della città significa anche saperla rendere accogliente. “Palermo può diventare un modello per la nostra Europa, l’unica via è riconoscere e accogliere l’altro, da qui deve partire un invito al dialogo interreligioso, alzare i muri o chiudere i porti non serve a niente”. A dirlo l’arcivescovo di Palermo, Mons. Corrado Lorefice a pochi giorni dalla festa di Santa Rosalia. “Sappiamo – aggiunge – che prima o poi i muri vengono abbattuti e soprattutto oggi abbiamo questa grande responsabilità, che consiste nell’accoglienza e nel valorizzare la diversità dell’altro”. Un concetto che diventerà concretezza proprio la mattina del 14 luglio, alle 10, quando al palazzo arcivescovile (come già avvenuto l’anno scorso per la prima volta) accoglierà i rappresentanti di tutte le confessioni religiose per un incontro di fraterna amicizia “a testimonianza dell’armonia, della pace e della solidarietà tra gli uomini”. Oggi, ha detto il presule palermitano, occorre “riguadagnare la visione della convivenza, vivere la città vincendo l’individualismo, una delle pesti più gravi di oggi, liberarla dai falsi idoli”.



