Roma – “Nel
rammentare che le migrazioni interessano oltre 250 milioni di persone
nel mondo e che, per le diverse motivazioni all’origine dei flussi, il
fenomeno impegnerà ancora per decenni a venire la Comunità
internazionale, il Suo messaggio opportunamente esorta tutti a
contemplare i migranti e i rifugiati con uno sguardo più attento e
carico di fiducia, come opportunità per costruire un futuro di pace”.
E’ quanto scrive il presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella in un
messaggio inviato al Papa Francesco ricordando il messaggio del pontefice per la 51 51° Giornata Mondiale della Pace,
sul tema “Migranti e rifugiati: uomini e donne in cerca di pace”. “Le parole di Vostra Santità – scrive Mattarella – ci invitano a mutare
prospettiva e a immedesimarci nelle aspettative dei migranti, che
rischiano sovente la loro stessa vita pur di tentare un approdo in
porto sicuro, sforzandoci di immaginare e apprezzare il ’carico di
coraggio, capacità, energie e aspirazioni, oltre ai tesori delle loro
culture native’ che li sospingono in direzione dei nostri Paesi. Tale
sguardo contemplativo coglie anche lo spirito di sacrificio di persone
e comunità che aprono le porte ai migranti, nonché il sano
discernimento dei governanti che riservano loro la massima accoglienza
compatibile con le esigenze del bene comune e delle comunità locali.
Viceversa, fomentarne la paura non serve la causa della pace”. In tale prospettiva il Messaggio di Papa Francesco per la Giornata Mondiale della Pace, che si è celebrata il 1 gennaio “stimola la Comunità internazionale ad attuare una strategia fondata
sui quattro pilastri di accoglienza, protezione, promozione e
integrazione, e declinata nei due Patti globali sulle migrazioni e sui
rifugiati che le Nazioni Unite sono chiamate ad adottare nel 2018.
Esso, inoltre, ribadisce che tutti gli uomini, quali membri di una
sola famiglia, hanno uguale diritto ad usufruire dei beni della terra,
la cui destinazione è universale”. Per il Capo dello Stato l’Unione Europea, nel gestire il fenomeno migratorio “può fare molto più
dei singoli Stati Membri” affrontando il tema con “lungimiranza e
in maniera strutturale. Servono per questo, oltre a politiche che
favoriscano la migrazione legale e prevedano, in parallelo, idonee
garanzie di sicurezza per i cittadini europei, un’intensificazione dei
programmi di cooperazione con i Paesi di origine e transito dei
flussi, così come iniziative a sostegno di una crescita sostenibile e
armonica di tali Paesi che possano preludere allo stabilimento di un
vero partenariato fra l’Europa e gli altri continenti, Africa in
primis”.



