Roma – Per alcune ore si è temuto di un nuovo naufragio in Libia. Le voci sul web si sono riconcorse finché la marina militare di Tripoli ha smentito con una nota ufficiale pubblicata sul suo profilo Facebook. I militari hanno invece confermato il ritrovamento dei cadaveri di dieci migranti annegati davanti alle coste libiche di Zuara. Si tratta dei migranti morti nel naufragio dello scorso 2 febbraio, in cui persero la vita una novantina di persone, perlopiù di origine pachistana. I corpi «decomposti» sono stati recuperati negli ultimi due giorni, precisa nel comunicato pubblico la Marina libica. «Alcuni sono stati identificati e uno di loro era un giovane libico considerato scomparso». Dall’inizio dell’anno, sono complessivamente 404 i migranti morti nel Mediterraneo mentre tentavano di raggiungere l’Europa. Due settimane fa, l’ultima tragedia, confermata dall’OIM, l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni. Un naufragio da ‘almeno 90 dispersi’ col recupero però di solo dieci corpi e due sopravvissuti.



