Mons. Galantino: la nostra credibilità dipende dalla trasparenza

Salerno – “Solo il servizio trasforma i beni in strumenti di evangelizzazione”. Con questo richiamo alla coerenza nella gestione del patrimonio ecclesiale il Segretario Generale della CEI, Il vescovo Nunzio Galantino, ieri ha aperto il Convegno nazionale degli economi e direttori amministrativi diocesani. Un intervento arrivato via Skype, a causa dell’eccezionale ondata di gelo targata Burian che ha bloccato anche la circolazione ferroviaria, impedendo il suo arrivo a Salerno, sede del convegno. Ai circa 250 delegati e collaboratori, che fino a domani faranno il punto su novità giuridiche e di bilancio per le Chiese locali, coordinati da Economato, Osservatorio giuridico-legislativo e Ufficio nazionale per i problemi giuridici della CEI, Galantino nel suo intervento ha chiesto «un supplemento d’anima», uno sguardo nuovo per discernere le necessità della comunità, senza lasciarsi appesantire dai consistenti oneri gestionali. «Il cammino della Chiesa sta subendo una chiara accelerazione dall’Assemblea generale dei vescovi del 2016 – ha indicato – siamo chiamati ad operare sempre meglio in direzione di una gestione trasparente, da cui dipende la nostra credibilità». A partire dalla “fedeltà a questo carisma”, argine al rischio di scandali, parafrasando un intervento di papa Francesco di novembre 2016, Galantino ha chiesto di «ripensare l’economia attraverso un’attenta lettura della Parola di Dio e della storia. Di ascoltare il sussurro di Dio e il grido dei poveri di sempre e dei nuovi poveri; di comprendere che cosa il Signore chiede oggi e agire, con fiducia coraggiosa nella provvidenza del Padre». La gestione onerosa dei beni immobili, tra edifici storici e donazioni, «se non ben governata, rischia di assorbire eccessive energie e risorse». Al contrario, il nuovo dinamismo apostolico e caritativo verso un Paese impoverito, oggi non può rischiare di vedere «schiacciati sotto muri e travi più o meno redditizie le nostre buone intenzioni e i nostri lodevoli progetti – ha indicato il segretario generale della CEI –. Troppi beni non aiutano la Chiesa ad inoltrarsi per le strade del mondo come “Chiesa in uscita” nella corsa per portare la Parola. Piuttosto la frenano». La consegna ad amministratori ed economi diocesani è dunque quella di tenersi «sulle vie del Vangelo: solo il servizio quotidiano e la disponibilità verso gli altri, in primo luogo verso i poveri, trasforma i beni in strumenti di evangelizzazione, oltre che di riscatto morale e sociale». Quanto al «doloroso susseguirsi di incidenti e perdite economiche da parte di realtà ecclesiali», Galantino individua «oltre che un danno economico, un pressante avvertimento a cambiare stile di vita». L’appello ai responsabili amministrativi è a riscoprire «le grandi potenzialità della loro opera senza scoraggiarsi», certi della riconoscenza della Chiesa. A cominciare dalla condivisione: il segretario generale ha ricordato l’importanza di farsi promotori di trasparenza – dalla rendicontazione alla comunicazione – dando visibilità alle opere pastorali e caritative rese possibili dall’8xmille, cioè da tutti i fedeli italiani. «È una forma di rispetto per la fiducia che tantissimi, non solo cattolici, mostrano di avere firmando per la Chiesa cattolica» ha aggiunto. Il tema di un salto di qualità nel dare conto dei fondi 8xmille sarà del resto al centro dei lavori di domani, insieme alle due importanti innovazioni della riforma, tuttora in fieri, del Terzo settore e delle nuove norme Ue a tutela dei dati personali. (Laure Delsere)