Migrantes Carpi: un convegno su l’impatto degli immigrati sull’economia italiana

Carpi – Quanto contribuiscono gli stranieri al PIL italiano? Quante risorse sono loro destinate?  Quanti sono gli occupati di origine straniera? E gli imprenditori? Sono queste le domande alle quali, insieme ad altre a esse collegate, si tenterà di fornire la risposta più esauriente possibile a partire dai dati delle indagini demografiche, sociologiche ed economiche sabato 7 aprile a Carpi alle ore 9:45, nel corso del convegno “Insieme per crescere? L’impatto degli immigrati sull’economia italiana”, promosso dal Comune di Carpi, dalla Consulta per l’Integrazione dei cittadini stranieri dell’Unione delle Terre d’Argine e dalla Migrantes Diocesana, in collaborazione con l’Associazione I giovani per Carpi. Il dibattito sarà ospitato dalla Fondazione CR Carpi, presso l’Auditorium San Rocco. L’iniziativa, inserita all’interno del Festival della Migrazione, sarà scandita dall’intervento di Alessandro Rosina, Docente di Demografia presso la Facoltà di Economia dell’Università Cattolica di Milano e Direttore del Laboratorio di statistica applicata alle decisioni economico aziendali, Massimo Baldini, Docente di Economia Pubblica presso la Facoltà di Economia “Marco Biagi”, Università di Modena e Reggio Emilia e Gian Carlo Cerchiari, vice Presidente della Camera di Commercio Modena, Secondo i dati dell’ente camerale, al 31 dicembre 2017 a Modena e provincia sono 7.500 le imprese gestite da stranieri attive, pari all’11,5% delle imprese totali modenesi, 33 in più rispetto a settembre 2017 e con un incremento congiunturale pari a +0,4%, incremento che risulta ancor più consistente, con un +3,2%, su base annuale.

La distribuzione per settori di attività è piuttosto differente da quella del totale delle imprese modenesi, infatti quelle a conduzione straniera sono concentrate soprattutto nelle costruzioni con un 30,9% a fronte del 16,1% del totale provinciale. Per il commercio (22,4%) invece, la proporzione risulta molto simile al totale imprese (22,3%). Anche l’industria manifatturiera è ben rappresentata (17,7%).

La distribuzione per settori all’interno del manifatturiero – spiega una nota – mostra poi come quelle straniere siano ancora più concentrate delle imprese giovanili e femminili: ben il 55,2% di esse opera infatti nell’industria del tessile-abbigliamento, mentre altri settori favoriti sono la “produzione di prodotti in metallo” (20,6%) e la “manutenzione e riparazione” (5,5%).

Durante il 2017 tutti i settori delle imprese capitanate da stranieri mostrano andamenti positivi, ma l’aumento più sensibile è dato dai servizi alle persone che salgono dell’11,6%, seguito dai servizi alle imprese (+7,7%) e dall’agricoltura (+5,8%).

Infine, dal punto di vista della natura giuridica, pare “che gli imprenditori stranieri preferiscano operare da soli, infatti le imprese straniere mostrano la maggior concentrazione di tutti verso quelle individuali: più di due terzi di esse prediligono questa forma giuridica, arrivando al 78,8% del totale. Molte meno sono le società di capitali (11,5%) e le società di persone raggiungono solamente il 6,7% del totale”.

“Riteniamo questa iniziativa davvero molto importante – spiega il Presidente della Consulta per l’integrazione Ousmane Cisse – perché è tempo di interrogarsi seriamente e approfonditamente, dati alla mano, su cosa significhi, dal punto di vista economico, la presenza degli stranieri in Italia. Non è possibile affidarsi a sensazioni e stati d’animo, ma occorre esaminare lucidamente la realtà che abbiamo di fronte, perché conoscere quel che sta avvenendo è l’unico modo, oltre che il presupposto necessario, per articolare delle politiche che possano sia favorire l’integrazione che stimolare la crescita economica del nostro paese. Per fare questo, per aiutarci a mettere a fuoco la situazione in cui ci troviamo. non potevamo avere ospiti migliori”.

Significative anche le parole di Stefano Croci, Direttore di Migrantes a Carpi: “La Migrantes Diocesana Carpi, articolazione a livello locale della Fondazione Migrantes, organismo della CEI competente per la pastorale relativa alle migrazioni, ha tra i suoi fini anche la cura di una adeguata informazione su questi temi, al fine di una convivenza più giusta e pacifica. L’obiettivo che ci siamo dati con questo Convegno è quello di comunicare dati e concetti oggettivi in merito all’argomento trattato, suscitando un dibattito non confinato solo agli addetti ai lavori e confrontandosi con il sentire concreto di un territorio, coinvolgendo anche i giovani. Un convegno per quanto possibile non tradizionale. Infatti, durante il convegno intendiamo mostrare anche videointerviste sul tema, realizzate in precedenza, a membri delle istituzioni e a comuni cittadini, in un confronto aperto e reale con le domande, i dubbi, le incertezze e magari le paure dei cittadini del nostro territorio. Nella preparazione di questo Convegno – aggiunge Croci – ci hanno colpito in particolare alcuni punti, tra cui: i dati relativi al saldo positivo (per gli italiani) di finanza pubblica derivante dalla presenza in Italia dei migranti; l’impatto positivo sulle sfasature presenti nel mercato del lavoro italiano, che sono state colmate o almeno attenuate dall’arrivo di lavoratori stranieri, il che smentisce, a nostro parere, la tesi secondo cui i migranti ci sottrarrebbero lavoro; gli impatti della presenza dei migranti su salari, partecipazione delle donne italiane al mondo del lavoro, opportunità economiche degli italiani e su altri aspetti del mondo dell’economia e del lavoro, impatti che da diversi studi risultano essere contro intuitivamente positivi. Tutti temi che saranno oggetto del Convegno.”