Mons. Agnesi: pazienza e creatività per ridisegnare il volto della Chiesa

MilanoGuarda avanti Mons. Franco Agnesi, Vicario generale dell’arcidiocesi di Milano e Vescovo delegato per la Pastorale Migrantes nella Conferenza Episcopale Lombarda.

E il suo sguardo è già oltre il 3 novembre, al futuro da disegnare nelle comunità mutate dalla migrazione nella città italiana più aperta al globo. “La Chiesa è già cambiata. Quando celebro le cresime nei quartieri milanesi, metà dei cognomi sono sudamericani e srilankesi. Forse non siamo ancora capaci di scambiarci doni e comprendere quale bene deriva da un cammino ecclesiale, di fede e culturale con queste persone provenienti da altre nazioni e quale profezia ci regalano. E anche come condividere anche il nostro cammino di fede. Noi pensiamo che l’integrazione sia pregare come preghiamo noi. Forse è pregare tutti in modo nuovo, con una tradizione rinnovata”.

Come sarà la parrocchia del futuro?

“Credo che la possibilità di cambiare verrà dalla reciproca stima e dalla revisione di alcuni confini strutturali del nostro modo di essere chiesa. La parrocchia rimarrà sempre, perché è l’unico luogo di incontro gratuito. Allo stesso tempo ci sono ambiti in cui l’esperienza condivisa della fede domanda

attenzioni che la parrocchia da sola non può garantire”.

Da anni nelle parrocchie ambrosiane le comunità cristiane straniere vengono accolte per celebrare le messe. “Ma spesso si sentono ospiti. Dalla visita pastorale del cardinale Angelo Scola alle comunità migranti emergeva che il singolo viene accolto in maniera eccezionale, il gruppo fa più paura. Anche i migranti a volte si rifugiano nel gruppo. Si tratta pazientemente di trovare forme nuove, che devono nascere dal basso”.

Per Agnesi, come dice la ricerca “Di generazione in generazione. La trasmissione della fede nelle famiglie con background migratorio” realizzata dall’Istituto Toniolo insieme agli ufficio Migrantes della Conferenza Episcopale Lombarda e presentata ieri a Milano, bisogna ascoltare i giovani cattolici nati in altri Paesi: “ci chiedono di immaginare con creatività il volto della Chiesa di domani. Dobbiamo farlo insieme a loro senza paura”. (P. Lamb.)