Roma – Questa mattina Sergio Mattarella ha ricevuto al Quirinale una delegazione di partecipanti alla Conferenza dei Consoli italiani nel mondo, in programma alla Farnesina fino d domani 31 ottobre. Dopo l’intervento del Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Enzo Moavero Milanesi, il Presidente della Repubblica italiana ha evidenziato come il nostro paese ha “sperimentato nei secoli, in tante parti del suo territorio, la necessità dell’emigrazione, un fenomeno sovente doloroso, che ne ha marcato la storia e il percorso di sviluppo, talvolta contribuendo ad arricchire l’apertura della nostra società e la nostra stessa identità nazionale. I moltiplicatori della nostra civiltà sono state, anzitutto, le collettività all’estero, estendendo, ben oltre i confini nazionali, e radicando, in numerosissimi Paesi del mondo, la nostra cultura”. Un “eccezionale capitale umano – costituito da comunità italiane antiche e recenti, da presenze numericamente rilevanti o esigue – che rappresenta una realtà unica di promozione del nostro sistema Paese, nelle sue più diverse articolazioni”, ha detto Mattarella spiegano che a queste si è aggiunto oggi “il contributo delle numerose comunità estere presenti in Italia, divenute elementi significativi della rete di proiezione verso le loro nazioni di origine delle capacità della nostra comunità. Il vostro quotidiano impegno vi consente di apprezzare il valore di queste esperienze, che potete assecondare: possono soccorrere anche gli sviluppi delle nuove tecnologie, che si aggiungono alle tradizionali pratiche di connessione sociale”. Oggi occorre fare i conti con il presente e con le domande “emergenti dai richiamati nuovi fenomeni di emigrazione dall’Italia”, che alcuni preferiscono definire con l’espressione “nuova mobilità”. A “differenza del passato, un numero crescente di nostri connazionali decide di espatriare per periodi definiti e con obiettivi precisi, spostandosi in più Paesi – soprattutto in Europa, ove la libertà di movimento e impresa è una realtà consolidata e feconda – e cercando i contesti lavorativi più adatti per mettere a frutto i propri talenti, inclinazioni, professionalità”. Anche queste nuove realtà, per Mattarella, danno impulso alla forte “domanda di Italia”, incrementata “dall’attenzione crescente a livello globale nei confronti del nostro Paese, e di cui vi è stata traccia evidente la scorsa settimana, alla terza edizione degli Stati Generali della Lingua italiana all’estero”. (R. Iaria)



