Papa Francesco: accogliere, accompagnare, sistemare, integrare i migranti

Roma – Papa Francesco ha visitato ieri Ginevra per un pellegrinaggio ecumenico in occasione del 70° anniversario dell’istituzione del Consiglio ecumenico delle Chiese. Il papa ha ringraziato i primi ecumenisti che, “spinti dall’accorato desiderio di Gesù, non si sono lasciati imbrigliare dagli intricati nodi delle controversie, ma hanno trovato l’audacia di guardare oltre e di credere nell’unità, superando gli steccati dei sospetti e della paura”. Persone – ha detto – che “con l’inerme forza del Vangelo, hanno avuto il coraggio di invertire la direzione della storia, quella storia che ci aveva portato a diffidare gli uni degli altri e ad estraniarci reciprocamente, assecondando la diabolica spirale di continue frammentazioni”. E sul volo del ritorno rispandendo ai giornalisti sul tema dei migranti e rifugiati  ha ricordato i quattro verbi da adottare nei loro confronti: “accogliere, accompagnare, sistemare, integrare”. “Ogni Paese deve fare questo con la virtù della prudenza – ha aggiunto Francesco -. Perché un Paese deve accogliere tanti rifugiati quanti ne può integrare, educare, dare lavoro. Questo è il piano. Qui stiamo vivendo un’ondata di rifugiati che fuggono dalla guerra e dalla fame da tanti Paesi dell’Africa, da guerre e persecuzioni da tanti Paesi del Medioriente”. Poi, Francesco ha ricordato che “Italia e Grecia sono stati generosissimi” nell’accoglienza. Per il Medioriente, invece, “la Turchia ne ha ricevuti tanti dalla Siria, come il Libano e la Giordania”. Il Papa ha ricordato anche il “problema del traffico dei migranti”. In particolare, nel caso dell’Africa il pontefice ha sottolineato che “il problema della fame si può risolvere”. “Tanti governi europei stanno pensando a un piano d’urgenza per investire intelligentemente in quei Paesi per dare lavoro ed educazione”. Infine, l’attenzione al problema migratorio in America, dove “la gente lascia la campagna per andare in città”, ma “c’è anche una migrazione esterna”. Il Papa ha concluso la sua visita, di una sola giornata, con una celebrazione eucaristica al Palaexpo per la comunità cattolica. Oltre 40mila i partecipanti: tra questi oltre 1000 italiani della Missione Cattolica di Ginevra a altrettanti dalle diverse Missioni Cattoliche di Lingua Italina in Svizzera. “Guai a chi specula sul pane! Il cibo di base per la vita quotidiana dei popoli dev’essere accessibile a tutti”, è stato il monito lanciato qui dal pontefice che ha spiegato come “chiedere il pane quotidiano è dire anche: ‘Padre, aiutami a fare una vita più semplice’”. “La vita è diventata tanto complicata, per molti è come drogata”. Si corre – ha aggiunto – dal mattino alla sera, “tra mille chiamate e messaggi, incapaci di fermarsi davanti ai volti, immersi in una complessità che rende fragili e in una velocità che fomenta l’ansia”. In questo contesto “s’impone una scelta di vita sobria, libera dalle zavorre superflue. Una scelta controcorrente”. (Raffaele Iaria)