Genazzano – Domenica 27 maggio scorso, sul colle di Genazzano, vicino Roma, si respirava la gioia di ritrovarsi intorno a Maria patrona dell’Albania. A Lei si chiedeva di intercedere presso il Figlio perché la Comunità albanese in Italia possa trasformare la difficoltà della lontananza dalla propria terra di origine in una condizione di serenità familiare e sicurezza di lavoro nella nuova società di approdo. Provenivano da diverse parti d’Italia ed erano circa un migliaio i fedeli albanesi che per un giorno hanno quasi, per così dire, invaso la piccola cittadina di Genazzano dove per tradizione l’icona della Vergine del Buon Consiglio, proveniente dall’Albania, si ritrova e viene venerata come loro protettrice; a Lei, infatti, ancora oggi si affidano le intenzioni di preghiere per questo popolo che ha vissuto con il comunismo il periodo peggiore dell’età moderna in Europa. Dai volti dei partecipanti al pellegrinaggio a Genazzano di quest’anno trapelava una maggiore distensione e un sorriso invitante alla gioia; sembra leggere in questi che la situazione del migrante albanese in Italia è notevolmente cambiata anche grazie all’impegno profuso dai diversi sacerdoti che seguono i gruppi sparsi nella nazione con spirito di inclusione sotto l’aspetto sociale ma soprattutto religioso. L’aiuto, il conforto, l’incoraggiamento sono i termini che oggi si declinano con la gioia di aver ritrovato un nuovo spazio che aiuta le famiglie a realizzare le aspirazioni più diverse. Non sempre negli anni passati si respirava questo elemento Pasquale e proprio grazie anche a questi eventi nazionali, oggi, senza timore, possiamo dire che, con l’aiuto della Vergine di Scutari a Genazzano, la Migrantes nazionale italiana può ravvisare le prime nuove gemme di quest’albero albanese che ha messo buone radici in un terreno fecondo di accoglienza italiana. Il vescovo, mons. G. Frendo, nuovo Presidente della Conferenza Episcopale Albanese, nell’omelia della solenne celebrazione al Santuario, ha voluto ringraziare i presenti e i collaboratori per il lavoro svolto nelle rispettive sedi di immigrati albanesi e innalzare preghiere augurali al Signore perché i giovani raccolgano nello spirito di questo evento l’invito ad essere testimoni in terra straniera dei valori albanesi e l’amore mariano che li contraddistingue. Simbolicamente, il vescovo, ha voluto abbracciare tutti i bambini raccolti intorno all’altare testimoniando non solo l’amore di Gesù verso l’infanzia ma anche l’attenzione che l’episcopato albanese ha per questa giovane realtà albanese in Italia. Non a caso ogni anno la Conferenza Episcopale Albanese ha voluto essere presente, se non al completo, almeno con alcuni rappresentanti, come è avvenuto anche quest’anno con mons. A. Massafra, Metropolita di Scutari e già Presidente della Conferenza episcopale Albanese. Con loro ben dieci sacerdoti albanesi hanno voluto concelebrare l’evento e valorizzare questo progetto che è portato avanti dalla Migrantes della C.E.I. e con particolare attenzione dalla Migrantes della diocesi di Roma rappresentata dal suo direttore mons. P. Felicolo. Alla fine della celebrazione eucaristica hanno salutato i fedeli gli ambasciatori albanesi presso la Santa Sede e presso lo Stato Italiano rispettivamente sig.ra M. Dodaj e sig.ra A. Bitri Lana. Le autorità locali rappresentate dal Sindaco sig. F. Ascenzi e la Comunità dei Padri Agostiniani come ogni anno hanno facilitato la realizzazione di questo evento con spirito di discrezione e accoglienza fortemente apprezzato da tutti. La festa è continuata negli spazi esterni della villa comunale nella maniera più semplice ma con spirito di convivialità albanese e con canti e balli tradizionali. Concludendo, dunque, i due momenti, spirituale e conviviale, che hanno segnato la festa a Genazzano vogliono essere entrambi annunziatori di una gioia e serenità ritrovata sotto il manto della Vergine della gioia e l’augurio per il futuro del popolo albanese. (Ferraro don Pasquale – Coordinatore Nazionale per la pastorale degli immigrati albanesi in Italia)



