Immigrazione: dalla Camera via libera al decreto legge sui rimpatri

Milano –  Ieri la Camera ha approvato (con 273 voti a favore e 257 contrari) il decreto legge in materia d’immigrazione emanato il 23 giugno scorso che recepisce la direttiva europea 115 sui rimpatri. Un testo che introduce importanti novità nel nostro ordinamento ed è stato emanato in tutta fretta per evitare all’Italia le procedure di infrazione comunitaria per l’incompleto o non corretto recepimento delle direttive europee sulla libera circolazione dei cittadini comunitari e sul rimpatrio dei clandestini. La novità più contestata è senza dubbio il prolungamento del periodo massimo di trattenimento nei Centri di identificazione ed espulsione dai sei mesi attuali a 18  mesi. L’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati si augura «che il testo possa essere migliorato, apportando maggiori garanzie e tutele per le persone destinatarie di un provvedimento di allontanamento». E chiede al Senato di introdurre «un esplicito riferimento al principio di non respingimento, richiamato dalla stessa direttiva in diversi punti, ma non presente nel testo del decreto». Tra le altre novità, il testo prevede la possibilità per lo straniero irregolare di richiedere al prefetto un periodo (dai 7 ai 30 giorni) per lasciare volontariamente l’Italia; inoltre viene prolungato da cinque a sette giorni il termine entro il quale lo straniero deve lasciare il territorio nazionale su ordine del questore, qualora non sia stato possibile il trattenimento presso i centri. Viene poi introdotto il permesso di soggiorno per motivi umanitari, di cui possono beneficiare anche i minori stranieri non accompagnati.
Quanto ai cittadini di Stati membri dell’Unione europea, il decreto elimina l’obbligo del visto di ingresso attualmente previsto per soggiorni fino a tre mesi. Quanto alla procedura di allontanamento del cittadino comunitario, sono state introdotte tra le cause anche le eventuali condanne per delitti contro la personalità dello Stato.
L’adozione di provvedimenti di allontanamento per motivi di ordine pubblico spetta al prefetto.