Card. Bassetti: salvaguardare sempre le vite umane

Roma – “A mio avviso non c’è bisogno di un censimento quanto piuttosto dell’applicazione delle leggi esistenti. Come Chiesa non possiamo non ricordare le parole rivolte ai rom da Paolo VI: ‘Voi nella Chiesa non siete ai margini, ma, sotto certi aspetti, voi siete al centro, voi siete nel cuore’”. Lo ha etto oggi il card. Gualtiero Bassetti, presidente della Cei in una intervista al quotidiano “La Stampa”. “È una centralità – ha spiegato il porporato –  che chiede a ciascuno di fare la propria parte per assicurare a tutti degne condizioni di vita. Più in generale, teniamo bene a mente cosa è successo in passato e facendo molta attenzione non solo a quello che può accadere oggi ma anche a quello che potrebbe succedere in futuro”. Nella lunga intervista il card. Bassetti ha parlato anche dilla vicenda della nave Aquarius: una vicenda – ha detto – che “fa sorgere due grandi preoccupazioni: la prima riguarda la salvaguardia della vita umana. La vita va difesa sempre e l’aiuto in mare non si può negare a nessuno. Si tratta di una legge del mare, oserei dire laica, e di  una scelta di civiltà: non esistono vite indegne di essere salvate. La seconda preoccupazione – ha poi aggiunto il presidente della Cei –  si riferisce invece al clima di opinione sui migranti. A volte si ha la sensazione che i migranti siano un tema di ‘distrazione di massa’ rispetto ad altri problemi dell’Italia, dell’Europa e del mondo occidentale. Siamo così passati da un’indifferenza generale a un’ostilità diffusa, fino alla xenofobia. Oggi, attraverso una lettura semplificata, sembra che tutti i problemi delle società occidentali derivino dai migranti. Ma non è così. La crisi economica, morale e sociale ha radici profonde, che tocca le viscere della storia recente e passata”.

Per il card. Bassetti occorre “restituire” al fenomeno delle migrazioni “la sua complessità senza ridurlo ad una questione di speculazione politica”. Una complessità che o porporato divide in tre questioni: la prima è una questione umanitaria: “le vite umane vanno salvate tutte, senza se e senza ma. A partire dai bambini e dalle donne incinte”. La seconda è “una grande questione internazionale, con mille implicazioni, che nasce nelle aree di crisi del pianeta e si sviluppa poi nei Paesi di transito dei flussi migratori. Vicende complesse di cui deve farsi carico, senza dubbio, la comunità internazionale. E infine, c’è la questione dell’integrazione nelle società di accoglienza. E noi italiani ne sappiamo qualcosa”.