Noto – È sbagliato contrapporre i “poveri italiani” ai “poveri africani”. “È uno sbaglio logico che non ha senso, se non populisticamente”, dice il vescovo di Noto e delegato della Conferenza Episcopale Siciliana per le migrazioni, mons. Antonio Staglianò. “Come cittadino italiano, mi indigno all’idea che i poveri d’Italia debbano essere messi a confronto con i poveri d’Africa”, scrive mons. Staglianò, osservando che “i poveri africani che giungano sulle nostre coste devono essere ‘sempre’ e immediatamente accolti per un diritto di umanità”. Per il vescovo “restiamo tutti umani quando salviamo la gente, quando la prendiamo in cura dentro relazioni affettive autentiche, quando diventiamo casa accogliente per tutti, quando abbiamo occhi per la miseria di altri e condividiamo il loro dolore, quando ci indigniamo nel considerare lo svilimento di umanità di tanti nostri fratelli, in questa ‘emorragia di umanità’ tipica dell’attuale Occidetali’s Karma”. Perché, come canta Francesco Gabbani, “quando la vita si distrae cadono gli uomini, e la scimmia si rialza”, cita mons. Staglianò. “Di fronte alla crisi sociale e umana del fenomeno migratorio, risorga splendente la nostra umanità, l’uomo si rialzi ( non la scimmia vorace)”, è il monito finale del vescovo.



