Milano – Il 50,8% degli italiani è entrato almeno una volta in esercizi commerciali gestiti da stranieri; si reca più spesso chi abita al Nord, chi è giovane e chi è maschio, soprattutto per curiosità. I negozi di vestiti/bigiotteria, i ristoranti e i bar sono le attività più frequentate dagli italiani, anche se i comparti che destano più fiducia sono le gastronomie e i kebab. Pochissimi gli italiani che si recano negli internet point, nei centri di estetica e nei negozi di parrucchiera. Nonostante l’alta diffusione dei negozi gestiti da stranieri (43,9%), essi rappresentano per la città uno svantaggio (40,7%), soprattutto perché entrano in concorrenza sleale con i negozi “tradizionali”.
Questi alcuni risultati di un’indagine condotta su un campione di 600 italiani nel mese di luglio e realizzata dalla Fondazione Leone Moressa che ha inoltre calcolato come in Italia su 100 imprenditori impiegati nel commercio e nei servizi, poco più di 9 sono stranieri, pari a 233mila soggetti. Le attività gestite da stranieri in questi settori si fanno più presenti nelle grandi città come Roma, Milano e Torino e si registra nell’ultimo anno una crescita a livello nazionale del +6,6%.



