Foggia – Moussa ha vent’anni, ma certamente ognuno gliene darebbe qualcuno in più. Viene dal Ghana e nel suo paese studiava, ma qui in Italia raccoglie pomodori nella provincia di Foggia, proprio “quei pomodori” che costituiscono buona parte della produzione mondiale. Il lavoro varia dalle 10 alle 12 ore al giorno. La paga? Circa 3,50 euro l’ora, ma quest’anno qualcuno accetterà sicuramente di meno, pur di lavorare: si dice anche solo 2 euro.
È insieme con questi giovani provenienti anche da altri paesi come Senegal, Mali, Costa D’Avorio, Burkina Faso, Ciad che oltre 150 giovani e adulti passeranno una settimana da fine luglio a tutto il mese di agosto 2018. Si chiama “IoCiSto” (www.iocisto.org) ed è il campo organizzato anche quest’anno dalla diocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo e dalla comunità locale dei missionari Scalabriniani assieme alla Fondazione Migrantes. Quest’anno lo slogan sarà “Integra.Azione”, fil rouge che guiderà le azioni pratiche come pure le riflessioni che approfondiranno i quattro verbi che Papa Francesco ci ha proposto da oltre un anno: accogliere, difendere, promuovere ed integrare, con un’appendice proprio sull’azione, evidenziata dallo slogan 2018.
Un luogo chiave dell’esperienza sarà la periferia del piccolo Borgo Mezzanone (Fg), chiamato la “pista”, vecchio aeroporto della NATO utilizzato ai tempi della Guerra nei Balcani e ora sede di un agglomerato informale, proprio alle spalle del sovraffollato CARA (Centro Accoglienza Richiedenti Asilo). A prima vista è “terra di nessuno”, ma è anche un luogo che accoglie da sempre i giovani volontari grazie al paziente lavoro, durante tutto l’anno, di persone della vicina borgata che, con estrema buona volontà, hanno ormai stretto relazioni con gli abitanti della baraccopoli e costruito una certa fiducia reciproca, spiega una nota.



